contatore sito web
         Ma   questa   non   è   la   premessa   ad      una   disanima   della   situazione   politica,   sociale   e culturale   dell’Italia   e   degli   italiani   nel   momento   storico   attuale   o   dell’”Esprit   Italienne”, visto   che   bisogna   adeguarsi   ad   un   francesismo   per   esprimere   una   cosa   che,   a   quanto   pare, il Popolo Italiano non ha!
   (continua)
         Non   che   non   sopravvivano   barlumi,   scintille,   bagliori.   Ma   questi   restano,   tuttavia,   individuali e   isolati   e,   se   danno   segno   di   sé,   poiché   rappresentano   una   «mutazione»,   sono   additati,   separati, e   vanno   esclusi   e   schiacciati   con   il   consenso   e   la   soddisfazione   di   quanti   dalla   stessa   esistenza   di quella   diversità,   capace   di   suscitare   inusitati   sensi   di   colpa   e   confronti   intollerabili,   si   sentono accusati e messi in crisi.            I   tempi   di   una   premessa   non   consentono   di   fare   ulteriori   riferimenti   storici   che   potrebbero denotare   la   validità   di   questo   assunto   nè   di   dilungarsi   in   una   analisi   socio-politica   dei   tempi attuali   se   non   quello   di   esprimere   l’opinione   che   l’assuefazione   e   l’adattamento   degli   Italiani,   o del   popolo   italiano   se   si   preferisce,   è   tale   da   sembrare   di   vivere   in   un’epoca   da   “ancien   Regime” e molto lontana dai rigurgiti di un pensiero rivoluzionario che possa abbatterlo.    Da   una   parte   una   élite   di   politici,   burocrati,   grandi   finanze,   ricchezze   e,   dall’altra,   una   massa   di stipendiati,   pensionati,   disoccupati,   povertà   e,   mentre   esistono   stipendi,   compensi   e   prebende che   sfiorano   mezzo   milione   di   euro   a   quegli   altri,   alla   massa,   vien   dato   il   dieci,   il   cinque,   il   due, l’uno,   il   niente   per   cento   di   quella   somma   con   l’aggiunta   che,   se   viene   il   momento   di   contenere le spese totali, sono essi i primi a dover farsene carico essendo così numerosi e pecoroni.             La   mancanza   di   spina   dorsale,   la   commistione,   la   complicità,   la   passività,   l’ignavia   ci   ha convinti    persino    che    sia    un    esercizio    di    democrazia    il    poterceli    eleggere    i    nostri    attuali «dominatori»   come   amiamo   pensare   a   quelli   che,   invece,   dovrebbero   essere   solo   i   rappresentanti dei nostri bisogni.                                                                                                                                               
                                              segue:   PREMESSA                                                            
INDIETRO
Giovannantonio Macchiarola
Giovannantonio@aruba.it
         www.sansevero.it
         Questa   vuol   essere,   invece,   la   premessa   fondante   della   vicenda   che   mi   riguarda   e   che,   dopo   averla   subita per   quindici   anni,   voglio   infine   provare   a   raccontare   per   esteso      in   modo   da   offrire,   attraverso   queste   pagine, un   resoconto   esemplare   dello   squallore   morale,   civile   e   sociale   del   grado   di   «Selezione»   raggiunto   ai   nostri tempi   e   delle   modalità   con   cui   questa   mutazione   può   realizzarsi   in   una   piccola   e   borbonica   cittadina   di provincia collocata in un Seicento manzoniano.          Una   storia   minima   per   evidenziare   queste   caratteristiche   nel   loro   trasudarsi   e   realizzarsi   nella   concreta realtà      di   un   piccolo   comune;   una   storia   per   testimoniare   fatti,   azioni   e   persecuzioni   di   una Amministrazione pubblica   delinquenziale   contro   un   proprio   dipendente,   una   persona;   per   resocontare   gli   abusi   e   le   illegalità   di cui   una   pubblica   amministrazione   è   stata   capace,   anche   oltre   i   limiti   della   logica   e   del   senso   comune,   pur   di far   valere   i   termini   del   proprio   potere   mafioso;   per   denunciare   come   la   gestione   del   potere   mafioso   nella   cosa pubblica   si   esplichi   nella   omertà   delle   istituzioni   e   trovi   consenso,   adesione   e   sostegno   sul   piano   individuale, morale e sociale di una comunità indifferente e imbelle e ormai assuefatta.             Resto   in   attesa   che   una   futura   generazione   sappia   intendere   il   senso   di   questa   storia e   catalogarla   alla   stregua   di   un   graffito   sulle   mura   sporche   di   una      piccola   città   di provincia.    E, allora, andiamo al punto e … corriamo sul posto!  Proprio qui!