Elenco delle DENUNCE PENALI

presentate da

 GIOVANNANTONIO MACCHIAROLA

all’Autorità Giudiziaria per la persecuzione attuata contro la propria persona

dall’Amministrazione del Comune di San Severo

 

 

 

1) Denuncia in data 30 giugno 2001, alla Procura Generale presso la Corte di Appello di Bari e alla Procura della Repubblica di Foggia e, in data 4 luglio 2001, alla Stazione dei Carabinieri di San Severo, con la quale, a seguito del ricovero coatto disposto a proprio danno presso il Reparto Psichiatrico dell’Ospedale Civile di San Marco in Lamis, si rappresentavano i reati di sequestro di persona e falso in atto pubblico, nonché gli altri reati ravvisabili, ascrivibili a carico di amministratori e funzionari comunali e perpetrati, in combutta con iscritti all’ordine dei medici (Carafa e Croella) che si erano prestati alla bisogna, con certificazione medica falsa e ordinanza del sindaco contraffatta;

(Cfr. Denuncia2)

 

 

2) denuncia in data 10 luglio 2001, al Comando Compagnia dei Carabinieri di San Severo, per il successivo inoltro alla Procura della Repubblica di Foggia, con la quale si è ulteriormente circostanziata l’ipotesi di premeditazione del reato di sequestro di persona, nonché l’accusa di falso e diffamazione a carico di responsabili dell’amministrazione comunale e della successiva azione persecutoria avviata contro la propria persona da parte di dirigenti comunali;

(Cfr. Denuncia3)

 

 

3) denuncia in data 3 ottobre 2001, al Comando Compagnia dei Carabinieri di San Severo, per il successivo inoltro alla Procura della Repubblica di Foggia, con consegna in originale, della cartella clinica, nel frattempo acquisita dall’Ospedale Civile di San Marco in Lamis – Reparto Psichiatrico, dalla quale si denota la inopportunità e la gratuità del ricovero criminalmente disposto;

 

4) denuncia in data 2 novembre 2001, presentata alla Procura Generale presso la Corte di Appello di Bari, alla Procura della Repubblica di Foggia e al Comando Compagnia dei Carabinieri di San Severo, nonché all’Ordine dei medici di Foggia, con la quale, a ulteriore integrazione delle precedenti, si circostanziavano nuovi elementi di prova a carico dei medici coinvolti (Carafa e Croella) con la espressa richiesta di essere sentito dal magistrato inquirente;

 

5) denuncia in data 19 dicembre 2001, al Comando Compagnia dei Carabinieri di San Severo, per il successivo inoltro alla Procura della Repubblica di Foggia, con la quale si dava conto dell’ulteriore serie di atti persecutori nel frattempo posti in atto contro la propria persona dall’Amministrazione del Comune di San Severo e della diffusione, da parte di amministratori comunali di notizie false e denigratorie a mezzo stampa volte a screditare la propria attività di pubblico dipendente e a lederne la figura morale e l’equilibrio psico-fisico;

 

6) audizione, in data 22 marzo 2002, da parte del sostituto procuratore, dott.ssa Orlando, durante la quale la medesima ebbe modo di definire "chiarissima" la circostanziata denuncia dello scrivente e "perfette" le indagini svolte a quella data dal Comando Compagnia dei Carabinieri di San Severo;

 

7) denuncia del 20 maggio 2002, al Comando Compagnia dei Carabinieri di San Severo, per il successivo inoltro alla Procura della Repubblica di Foggia, con la quale si evidenziava il reato di falso in atto pubblico posto in essere con determinazioni dirigenziali e l’ingerenza dell’assessore al personale in atti di gestione, allegando copia degli atti pubblici illegittimi con contestuale sollecito rivolto all’A. G. al fine di porre termine alla sequela di abusi e soprusi;

 

8) denuncia del 4 settembre 2002, presentata alla Procura della Repubblica di Foggia e al Comando Compagnia dei Carabinieri di San Severo con la quale, dando conto della lunga sequela di illegittimità, abusi di potere e falso in atto pubblico, si denunciava l’ulteriore abuso di potere e il reato di falso ideologico perpetrato con la illegittima esclusione dalla graduatoria del concorso interno, per quanto utilmente superato, rimarcando "il mancato esercizio del dovere di controllo sugli atti dei dirigenti da parte dell’amministrazione e in particolare dell’assessore con delega al personale sig. CAPOSIENA che, per essere l’assessore di riferimento alle cui direttive devono attenersi i dirigenti… come l’istigatore a delinquere e il vero ed unico mandante delle scorrettezze, illegalità e comportamenti" posti in atto contro la propria persona;

(Cfr. Denuncia7)

 

 

9) denuncia del 16 ottobre 2002, al Comando Compagnia dei Carabinieri di San Severo, per il successivo inoltro alla Procura della Repubblica di Foggia, con la quale si denunciava l’ulteriore azione illegale posta in atto dalla dirigenza comunale con la quale, in prosecuzione di atti persecutori e vessatori, si disponeva "su pressione e costrizione dell’assessore al personale, sig. Fernando Caposiena" una arbitraria e ingiustificata richiesta di visita medica collegiale;

 

10) denuncia del 23 novembre 2002, al Comando Compagnia dei Carabinieri di San Severo, per il successivo inoltro alla Procura della Repubblica di Foggia, con la quale si evidenziava l’ulteriore falso in atto pubblico di cui si era venuti nel frattempo a conoscenza, posto in essere con il provvedimento che ha disposto il ricovero coatto (T.S.O.) del 6 giugno 2001, in quanto l’ordinanza risultava emessa senza il preventivo accertamento da parte del sindaco per essere stata "firmata in bianco", come dimostrato da modello di ordinanza originale allegato;

 

11) denuncia del 27 gennaio 2003, alla Procura della Repubblica di Foggia per il tramite del Comando Compagnia dei Carabinieri di San Severo, con la quale si dava conto di ulteriori illegalità e azioni vessatorie e persecutorie poste in atto dall’amministrazione del Comune di San Severo, nonché della circostanza di essere tenuto lontano dal servizio attivo e da qualsiasi attività lavorativa, pur con la normale e mensile corrispondenza degli emolumenti stipendiali, a far tempo dal mese di giugno del 2001, con espresso invito al Procuratore della Repubblica di Foggia a definire l’istruttoria in corso onde far cessare le azioni criminose di amministratori e funzionari del Comune di San Severo alimentate dalla convinzione di impunità derivante dal mancato intervento dell’Autorità Giudiziaria;

 

12) denuncia del 18 giugno 2003, alla Procura Generale presso la Corte di Appello di Bari e alla Procura della Repubblica di Foggia per il tramite del Comando Compagnia dei Carabinieri di San Severo, con la quale, nel richiamare all’attenzione che le indagini condotte dal Comando Compagnia dei Carabinieri di San Severo erano state concluse nel gennaio del 2002 e le successive fasi istruttorie della Procura della Repubblica di Foggia erano state portate a termine nel mese di maggio del 2002, si denunciava lo stato di estrema vessazione e isolamento a cui lo scrivente era costretto anche al seguito del diffondersi di voci e di pressioni sui singoli dipendenti da parte di amministratori e funzionari, culminati nel ricevimento, per conoscenza, di una lettera anonima, indirizzata al sindaco e al direttore generale del Comune, tendente ad accreditare stati di "demenza" con il fine di isolarlo da ogni rapporto umano e interpersonale;

 

13) denuncia del 14 luglio 2003, trasmessa al Procuratore Capo della Repubblica di Foggia e alla Procura Generale presso la Corte di appello di Bari, con la quale si lamentava come l’inerzia e la noncuranza dell’Autorità Giudiziaria nei confronti delle circostanziate denunce presentate, nonché il protrarsi delle indagini oltre ogni misura, pur in perseveranza degli effetti dei reati di cui si era vittima, fosse estremamente deleteria per il proprio equilibrio psico-fisico e di poco conforto alla speranza di pervenire alla cessazione degli atti vessatori, gli abusi e le illegalità di cui si continuava ad essere oggetto, con la punizione di quanti se ne erano resi colpevoli per ottenere contro di questi giustizia.

 

14) denuncia del 25 novembre 2003, trasmessa alla Procura della Repubblica di Foggia per il tramite del Comando Compagnia dei Carabinieri di San Severo, nella quale, nel ricostruire le motivazioni alla base della pervicace volontà persecutoria che ha animato nel corso degli ultimi tre anni l’amministrazione comunale contro la persona di un proprio dipendente, si è dato ampio conto delle responsabilità facenti capo all’assessore al personale, sig. Fernando Caposiena, e del nefasto ruolo da questi avuto nella serie di atti persecutori posti in atto a danno dello scrivente, grazie alla nefasta influenza esercitata sull’intero apparato dirigenziale e su singoli assessori, nonché al condizionamento a cui ha sottoposto l’intera Giunta e lo stesso sindaco del Comune di San Severo;

 

15) Denuncia presentata il 30 marzo 2004, trasmessa alla Procura della Repubblica di Foggia per il tramite del Comando Compagnia dei Carabinieri di San Severo e alla Direzione investigativa antimafia di Bari contro i singoli componenti della giunta e la dirigenza del Comune per connivenza al disegno criminoso promosso e imposto dall’assessore Caposiena;

(Cfr. Denuncia15)

 

 

16) Denuncia presentata il 14 maggio 2004 contro l’assessore Caposiena e il consigliere di opposizione Irmici, per essere stati costoro individuati quali autori responsabili delle voci diffamanti diffuse a pregiudizio della persona morale e professionale del dipendente.

(Cfr. Denuncia16)

 

 

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