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Alla PROCURA DELLA REPUBBLICA di Foggia per il tramite del Comando Compagnia dei Carabinieri di San Severo |
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alla D.I.A. – Direzione Investigativa Antimafia Via Amendola 205/1770125 Bari |
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Il sottoscritto Macchiarola Giovannantonio, in servizio di ruolo presso il Comune di San Severo con l’ultimo incarico rivestito di Responsabile dell’Ufficio Relazioni con il pubblico,
con riferimento alle denunce penali presentate a far tempo dal 30 giugno 2001 al 25 novembre 2003 (come enucleate nell’Allegato 1), con le quali si sono rappresentate gli arbitrati comportamenti, gli atti illegittimi e le azioni illecite poste in essere contro la propria persona dalla amministrazione del Comune di San Severo configurabili, di volta in volta, sotto la fattispecie di sequestro di persona, falso in atto pubblico, falso ideologico, interesse privato in atti d’ufficio, abuso di potere, violenza privata, nonché di altre responsabilità penali rinvenibili in sede istruttoria,
Rilevato che, nonostante, tali documentate e inoppugnabili denunce di azioni, fatti e circostanze, tutte debitamente verificate dal Comando Compagnia Carabinieri di San Severo, nonché dalle successive indagini espletate su disposizione della Procura della Repubblica di Foggia, non si è dato avvio, a tutt’oggi, ad alcun intervento da parte della Magistratura tale da porre termine, o almeno un argine, allo stillicidio al quale lo scrivente viene, senza tregua, sottoposto a far tempo dal mese di Maggio dell’anno 2001;
Rilevato che tale mancanza di intervento risulta ancora più incomprensibile alla luce di quanto dichiarato, in occasione della convocazione disposta nell’ormai lontano 22 marzo 2002, dal magistrato inquirente che ha avuto modo di definire “chiarissima” la denuncia presentata e “perfette” le indagini svolte dai Carabinieri del Comando Compagnia di San Severo;
Rilevato che neanche il richiesto intervento del Presidente della Repubblica, Carlo Azelio Ciampi, con sue distinte comunicazioni del 16/06/2003 (Allegato 2) e del 03/09/2003 (Allegato 3), ha sortito un qualsiasi effetto utile a fare giustizia dei criminali comportamenti vessatori e persecutori posti in essere, senza alcuna remora di ordine morale, civile e penale, dall’amministrazione del Comune di San Severo nei confronti di un proprio dipendente, nonostante la sua efficiente e proficua attività, meritoria di trattamenti e riconoscimenti ben diversi dalla assurda e kafkiana condizione di prevaricazione ed emarginazione che ha dovuto subire nel corso degli ultimi tre anni;
Considerato che tale azione persecutoria è stata esercitata al solo fine di lederne la persona morale e fisica e la figura professionale, con un sotteso intento istigatorio a reazioni estreme ovvero di tipo autolesionistico, tanto che, per mortificarne la persona e la professionalità, lo scrivente, pur percependo regolarmente gli emolumenti stipendiali, è stato sollevato da qualsiasi attività lavorativa venendo costretto a “stazionare” nei corridoi dell’edificio comunale, ovvero a “bighellonare” nella piazza, per la contemporanea pressione esercitata sui colleghi per renderli partecipi di tale emarginazione;
Visto che gli illegittimi, criminali e prevaricatori comportamenti si sono realizzati nonostante le denunce penali e le oltre 130 lettere di protesta e di denuncia indirizzate, in via amministrativa, a vari organi ed enti e alla amministrazione del Comune di San Severo (alle quali questa non ha mai, tra l’altro, dato alcun riscontro), nelle quali è stato più volte rappresentato e configurato il reato di associazione a delinquere perpetrato in un unico disegno criminoso di stampo camorristico/mafioso, data l’assenza di qualsiasi ragione sufficiente che potesse giustificare la indefessa e tracotante azione persecutoria, ovvero in mancanza di una qualsiasi motivazione fondata su responsabilità, omissioni o comportamenti imputabili allo scrivente - che, anzi, ha dato ampia dimostrazione di efficienza, abnegazione e attaccamento al lavoro nel corso di oltre trent’anni di servizio e specialmente, in ultimo, nella attività di responsabile dell’Ufficio Relazioni con il pubblico;
Considerato che tali azioni criminali, per quanto riferibili alla volontà persecutoria ascrivibile ad un unico componente dell’amministrazione, come ben individuato nella persona dell’assessore con delega al personale, sig. Caposiena Fernando, hanno trovato, in virtù di un suo imperscrutabile, oscuro e nefasto potere di influenza, il sostegno e l’omertoso avvallo del sindaco del Comune di San Severo e dei componenti la giunta del Comune di San Severo, nonché dei dirigenti responsabili del momento gestionale dell’amministrazione, tutti succubi e solerti esecutori, ovvero “volenterosi carnefici”, di una instancabile e proterva volontà delittuosa;
Ritenuto, pertanto, che il supino asservimento di ciascuno degli amministratori, dirigenti e funzionari che si sono prestati con la loro connivenza, omertà e accondiscendenza, a farsi indifferenti spettatori, ovvero squallidi esecutori, di una assurda, immotivata e illegittima azione persecutoria col calpestamento di ogni logica, di ogni norma civile e penale e con l’assenza di ogni remora morale, oltre ad essere deplorabile sul piano etico e censurabile per il ruolo amministrativo rivestito, sia da indagare sotto il profilo penale per gli occulti legami e le eventuali compromissioni che, vista la gravità degli atti a tal fine prodotti, delle azioni commesse e dei comportamenti assunti, è possibile supporre e ipotizzare,
DENUNCIA
il sindaco del comune di San Severo, sig. Giuliano Giuliani, e la giunta del comune di San Severo nelle distinte persone degli assessori, sigg. Di Rienzo Enrico, Bentivoglio Raffaele, Calvo Primiano, D’Orsi Aristide, Lallo Leonardo, Mirando Nazario, Riccioni Mauro, per la loro connivenza, adesione, partecipazione e silenziosa accondiscendenza al disegno criminoso promosso e caldeggiato dalla perseverante e scellerata volontà persecutoria del sig. Caposiena Fernando (al quale va, peraltro, ascritto l’abuso del suo potere di indirizzo e controllo sugli atti dirigenziali), nonché per i reati facenti capo a ciascuno dei componenti il consesso assessorile per il mancato controllo sugli atti di gestione e per aver caldeggiato, approvato, consentito e tollerato le illegalità poste in atto nei confronti della persona dello scrivente con le azioni, gli atti e i comportamenti esposti nelle denunce presentate,
DENUNCIA
parimenti, l’apparato dirigenziale nelle persone dei responsabili dei settori comunali, così come si sono succedute nell’arco degli ultimi tre anni, ciascuno per il loro personale ed oggettivo coinvolgimento nelle azioni illegittime poste in atto contro la persona dello scrivente e per le responsabilità, penalmente rilevabili, facenti capo a ciascuno di loro, con particolare riguardo, in aggiunta a quanto già denunciato, al Segretario Generale, dott. Balice Giorgio, per le responsabilità evincibili dalle lettere del 10.5.2001 (Allegato 4) e del 28.8.2002 (Allegato 5), e con particolare riguardo al dott. Carlino Mario, responsabile dell’Avvocatura comunale, per quanto da questi compiuto a danno dello scrivente con la serie di inconsistenti, immotivate e ingiustificate azioni disciplinari (promosse su esplicita pressione “superiore” e tutte nel frattempo archiviate per l’opposizione dello scrivente) nonché per tutto quanto è rinvenibile dalla lettura dei verbali di audizione per i procedimenti disciplinari, tra i quali eccelle quello stilato in data 2.7.2002 (Allegato 6), e per quanto più specificatamente denunciato nelle lettere trasmesse alla amministrazione comunale in data 5.9.2002 (Allegato 7), 6.9.2002 (Allegato 8), 17.9.2002 (Allegato 9).
Nel richiamare, inoltre, espressamente i misfatti di cui alle denunce già prodotte, che qui si intendono integralmente riportate, con particolare riferimento a quella presentata al Comando Compagnia dei Carabinieri di San Severo in data 25 novembre 2003, e al fine di dare conto, ad integrazione di quest’ultima, della sussistenza e continuità dei reati sopra configurati, si porta a conoscenza:
a) che con nota del 30 gennaio 2003, prot. n. 11/rag, a firma del dirigente pro-tempore dott. Luigi Cologno, si riconosceva l’anomalia del mancato inquadramento dello scrivente nella dotazione organica, per la qual cosa veniva fatto rinvio alle decisioni da assumersi da parte del sindaco e dell’assessore al personale (Allegato 10);
b) che con nota del 4 marzo 2003, prot. Gen. N. 5060, il dirigente dott. Luigi Cologno, in assenza di esito positivo dei colloqui avuti con il momento politico del Comune di San Severo, riscontrava, nonostante i reiterati inviti e gli incontri avuti al proposito con il sindaco e l’assessore al personale, la impossibilità di addivenire a qualsiasi intesa che consentisse la soluzione del caso denunciato dallo scrivente (Allegato 11);
c) che, in data 31 ottobre 2003, con propria nota indirizzata al sindaco, al Direttore Generale e a tutti i dirigenti del Comune, lo scrivente, a riscontro della richiesta di proposta conciliativa, avanzata su espresso mandato della giunta comunale dalla Conferenza dei dirigenti per porre fine al contenzioso in atto, proponeva, in primis, che si desse pieno corso alla proposta di delibera approntata, su richiesta del sindaco, in data 30 ottobre 2002, con la istituzione dell’Ufficio Relazioni con il pubblico e l’attribuzione della posizione lavorativa prevista dalla legge 150/2000, mentre, per quanto riguardava la valutazione dei danni morali, materiali e professionali, nonché degli altri danni personali prodottisi a seguito della illecita attività amministrativa, si faceva rinvio al tentativo di conciliazione chiuso negativamente il precedente 26 settembre 2003 per contumacia dell’amministrazione comunale (Allegato 12);
d) che in data 4 novembre 2003, la Conferenza dei dirigenti stabiliva di investire della valutazione della prima richiesta, il responsabile dell’Ufficio del personale, e di richiedere, per il riconoscimento dei danni di cui alla conciliazione obbligatoria, il parere di un avvocato esterno all’amministrazione comunale (Allegato 13);
e) che con lettera del 5 novembre 2003, prot. 62/D.G. tale verbale veniva trasmesso al Sindaco, agli assessori comunali, al Segretario Generale, al Responsabile dell’Avvocatura Comunale e al responsabile del Servizio Personale (Allegato 14);
f) che in data 7 novembre 2003, in riscontro a tale nota, il Responsabile del Servizio Personale, con lettera recante il prot. Gen. N. 21348, glissava sulla richiesta di relazionare in proposito facendo presente, in maniera del tutto non pertinente, che erano da ritenersi disapplicati tutti gli atti per i quali era prevista l’informativa preventiva e successiva ai sindacati e richiedendo il parere dell’Avvocatura Comunale (Allegato 15);
g) che in data 25 novembre 2003, senza protocollo, il responsabile del Servizio Personale, a riscontro della nota del 24.11.2003, prot. n. 108/D.G., nel ribadire la precedente del 7 novembre 2003, sopra citata, e altra propria nota del 19.11.2003, prot. Gen. n. 21580, non rilevava eccezioni di sorta alla comunicazione n. 62/D.G. del 5.11.2003, salvo: a) la necessità di individuare nuovi profili professionali tramite la contrattazione decentrata; b) la necessità della informazione preventiva ai sindacati; c) la adozione di provvedimento non immediatamente eseguibile; d) il compimento della formazione stabilita dalla legge 150/2000 (Allegato 16);
h) che con nota del 11 dicembre 2003, prot. n. 9/Uff.Pers. a firma del dirigente di Settore, dott.ssa Silvana Belmonte, si rilevava che le richieste manifestate dal dipendente, Sig. Giovannantonio Macchiarola, erano “accoglibili previa manifestazione di volontà da parte dell’organo competente di istituire l’Ufficio Relazioni con il pubblico”, fatta salva l’informativa sindacale e la concertazione per la istituzioni di nuovi profili professionali (Allegato 17);
i) che, in data 23 dicembre 2003, la Conferenza dei dirigenti, prendeva atto che, a seguito del conferimento di incarico esterno all’avvocato Rosario Follieri, disposto con delibera di Giunta n. 189 del 10.11.2003, per richiederne il parere su: a) riconoscimento della qualifica di Responsabile dell’Ufficio Relazioni con il pubblico con inquadramento nella posizione economica D/3; b) riconoscimento dei danni morali, materiali e professionali da “mobbing”, questi aveva espresso parere negativo su ambedue i quesiti postigli. Non conoscendo il contenuto di tale responso legale, lo scrivente non può, al proposito, che supporre una evidente ignoranza dei termini della questione da parte dello stesso ovvero un intervento mirato da parte di qualche componente della giunta, tanto che la Conferenza dei dirigenti, facendo riferimento alla nota del 11 dicembre 2003, prot. n. 9/Uff.Pers. a firma del dirigente di Settore, stabiliva, nonostante il parere contrario, di rimettere all’attenzione della Giunta la possibilità di istituire, previa modifica della dotazione organica, l’Ufficio Relazioni con il pubblico, rimettendosi, invece, al parere del legale per la pretesa risarcitoria (Allegato 18);
j) che in data 12 gennaio 2004, lo scrivente veniva informato dal Direttore Generale che la giunta comunale avrebbe esaminato la questione nella riunione del 14 gennaio;
k) che in data 26 gennaio 2004, lo scrivente veniva felicitato dall’assessore Calvo in quanto nel corso della riunione del 21 gennaio precedente era stato affrontato il “caso Macchiarola” e si era stabilito di ripristinare la funzionalità dell’Ufficio Relazioni con il pubblico. Tale notizia veniva nella stessa giornata confermata dal Direttore Generale e dall’assessore Mirando con espressa assicurazione allo scrivente che il tutto si sarebbe risolto nell’arco di pochi giorni, dopo la necessaria concertazione con i sindacati;
l) che, con nota del 28 gennaio 2004, prot. n. 1583, a firma del dirigente di settore, veniva data, ai fini della concertazione, comunicazione ai sindacati che, su espressa decisione della Giunta comunale, assunta nella seduta del 21 gennaio 2004, l’amministrazione aveva previsto di rivisitare l’attuale dotazione organica con la istituzione, tra l’altro, dell’Ufficio Relazioni con il pubblico (Allegato 19);
m) che in data 9 febbraio 2004 veniva a conoscenza che la prevista concertazione con i sindacati non aveva avuto più luogo e, preso contatto con la dirigente di Settore, dott.ssa Silvana Belmonte, apprendeva che tale incontro era slittato e che si sarebbe tenuto nei successivi giorni. Apprendeva, inoltre, dalla stessa che si sarebbe proceduto alla sola istituzione dell’Ufficio Relazioni con il pubblico e, separatamente, alla istituzione di due nuovi settori con nomina dei rispettivi dirigenti. In tale occasione lo scrivente non mancava di far notare alla dirigente quanto gli fosse di peso il fatto di non essere adibito ad alcuna attività lavorativa, persistendo in tal modo la incredibile circostanza di dover bighellonare tra la piazza e qualche ufficio dove c’era personale non irretito dall’ostilità generale creatagli dalla condizione di emarginazione che lo angustiava, ricevendo dalla medesima dirigente assicurazione che avrebbe avuto premura di farne oggetto di informazione alla giunta comunale;
n) che nella riunione di giunta della prima settimana del mese di marzo 2004, veniva esaminata, senza alcuna concertazione con i sindacati (sic!), la sola proposta di istituzione di due nuovi settori e che, a seguito di contrasto sorto per la omessa presentazione dell’atto riguardante la istituzione dell’Ufficio Relazioni con il pubblico, il tutto veniva rinviato a data da destinarsi;
o) che in data 18 marzo 2004, lo scrivente trasmetteva all’assessore al personale, Caposiena Fernando, una lettera aperta, successivamente ripresa dal giornale “il Campanile” del 20 marzo 2004, nella quale si dava ulteriore conto del ruolo dominante dello stesso e dei misfatti da questi imposti all’intera giunta comunale e al sindaco del Comune di San severo, nonché dell’incivile trattamento e della condizione di invivibilità a cui lo scrivente è sottoposto da ormai quasi tre anni (Allegato 20);
p) che in data 26 marzo 2004, per il tramite del Sig. Michele Padalino, veniva a conoscenza di una lettera a firma dell’assessore Riccioni, trasmessa, in riferimento alla pubblicazione della lettera aperta inviata all’assessore Caposiena, a tutte le componenti politiche e burocratiche dell’Amministrazione Comunale, con l’evidente intenzione di scaricare le responsabilità di quanto denunciato dallo scrivente sulla sola dirigenza, con la richiesta (sic!) di “una relazione circostanziata afferente la problematica del dipendente Macchiarola Giovannantonio”, volendo denotare la assoluta mancanza di cognizione della problematica di cui l’intera giunta comunale è, invece, a perfetta conoscenza e pienamente responsabile (Allegato 21).
Per quanto esposto, risultando evidenti responsabilità a carico dei singoli amministratori, dirigenti e funzionari del Comune di San Severo, per i soprusi, le illegittimità e la condizione di estremo disagio procurato allo scrivente e per le illegalità, i cui effetti sono tutt’ora pienamente in essere, di cui, in un unico disegno criminoso, si sono resi colpevoli, il sottoscritto, dichiarandosi a disposizione per fornire ogni altro elemento documentale a sostegno e integrazione della presente (e nel richiamare ancora una volta l’attenzione sulla circostanza di non essere adibito ad alcuna attività lavorativa da ormai tre anni, con tutte le responsabilità da palleggiarsi tra il momento polittico e quello gestionale del Comune di San Severo), PROPONE FORMALE DENUNCIA/QUERELA per tutti i reati ravvisabili nelle dichiarazioni già rese o prodotte, nonché nella presente come integrata dalla documentazioneallegata, contro tutti coloro che hanno partecipato al compimento di essi, riservandosi di costituirsi parte civile e chiedendo espressamente di essere informato in caso di archiviazione della presente.
Giovannantonio Macchiarola