San Severo, 10 maggio 2004  

 

lettera aperta

 

al sig. MICHELE SANTARELLI

 

candidato sindaco alle elezioni amministrative del 12 e 13 giugno 2004

 

 

 

Nella impossibilità di poter prendere la parola in occasione della presentazione della candidatura a sindaco del Comune di San Severo del sig. Michele Santarelli, avvenuta il 5 maggio 2004, accolgo con piacere l’invito del candidato sindaco a manifestare per iscritto il mio personale contributo al dibattito per la definizione del programma di governo della città che, come egli stesso ha voluto affermare, è riscrivibile e non è da intendersi alla stregua di una formulazione rigida e indiscutibile.

 

Non volendo, tuttavia, correre il rischio di fare un discorso del tutto generico, approfitterò di tale possibilità appuntando la mia attenzione unicamente su alcuni aspetti che più mi sono confacenti per essere a mia conoscenza (o alla mia portata) nella mia qualità di cittadino-elettore e di dipendente del Comune di San Severo, specie per l’ultima funzione rivestita di responsabile dell’Ufficio Relazioni con il pubblico e per la persecuzione, ancora vigente, di cui sono stato fatto, conseguentemente e impunemente, oggetto.

 

L’affermazione di Santarelli, che, ad introduzione del suo intervento, ha affermato che “…parlare male della attuale Amministrazione Comunale sarebbe troppo facile”, mi offre preliminarmente l’occasione di osservare che tanto è facile farlo che egli (alla pari di altri consiglieri di opposizione che appoggiano la sua candidatura a sindaco) ha continuato ad esimersi da tale dovere esattamente come ha fatto durante il suo mandato di consigliere comunale.

Poiché, come dice il consigliere regionale Sig. Marino, “le cose vanno dette con nome e cognome” e poiché credo di non mancare di tale “difetto”, mi viene anche troppo facile attenermi all’ammaestramento riferendo che ho già avuto modo di esternare al sig. Santarelli, in occasione della sua candidatura a consigliere provinciale nelle elezioni dello scorso anno, un medesimo appunto. In quella occasione all’attuale candidato sindaco rimproverai, per iscritto, il silenzio omertoso mantenuto nella seduta del Consiglio Comunale del 4 settembre 2002 in occasione di una interrogazione presentata dal capo gruppo DS, sig. Michele Monaco in ordine ad una mia plateale protesta contro l’Amministrazione di centro-destra e contro la serie di ingiustizie e di illegalità che stavo subendo (e che ho continuato a subire nell’indifferenza di tutta l’opposizione), ricordandogli come, tanti anni prima, nel lontano 1986, avesse, contro un sindaco del suo stesso partito, preso posizione a mio favore in nome di alti principi di libertà, di correttezza e di giustizia.

Invecchiando con gli anni, gli ardori e gli ideali giovanili sono divenuti, evidentemente,  obsoleti  salvo a rispolverarli in occasione elettorale in un programma che, improntato alla “cultura della legalità” e alla “educazione alla legalità”, da intendersi, addirittura, come il “presupposto di qualsiasi politica”, perviene all’impegno di elaborare un “codice etico cui improntare l’azione amministrativa” per porre “un argine al progressivo imbarbarimento” prodotto dall’amministrazione uscente.

 

Eppure questo imbarbarimento, di cui ho subito senza timore le più criminali manifestazioni, è stato da me denunciato nel corso degli ultimi tre anni senza che alcuna voce si levasse a sostenere i principi e i valori di cui segnalavo lo svilimento e il calpestamento.

Pur non essendo un politico di professione, ritengo, infatti, di aver svolto, nel corso di questi ultimi tre anni, una funzione essenzialmente “politica” con la strenua e indefessa rivendicazione della mia dignità di persona e di pubblico dipendente; con la tenace e, perché no, coraggiosa difesa dei miei diritti; con la denuncia delle irregolarità, delle illegalità e delle azioni criminali poste in atto dalla ancora vigente amministrazione contro la mia persona; tenendo testa ai soprusi, alle intimidazioni e alle perpetrate illegittimità senza farmene schiacciare, nonostante il totale isolamento e la irragionevole omertà di quanti vi hanno assistito; contrastando e denunciando, nella totale ignavia delle forse politiche e sociali, un potere vendicativo e tracotante disposto a calpestare, al solo fine di ledere e conculcare  la dignità della persona, qualsiasi norma di tipo morale, civile e penale; portando avanti una battaglia di “civiltà” con la convinzione di dover rappresentare valori ormai non più condivisi ma, non per questo, anzi, proprio per questo, più degni di essere difesi in un ambiente lavorativo vessatorio, liberticida e criminalmente persecutorio e in un contesto sociale caratterizzato dal massimo degrado civile, rappresentando l’unica resistenza all’imbarbarimento in atto, sostenuta anche a nome di quelli che tacciono per viltà o solo per paura.

 

Mi chiedo, a questo punto, dove sia stato nascosto fino ad oggi il “presupposto politico” del programma presentato dalla coalizione che sostiene la candidatura di Santarelli a sindaco, a meno di trovare un ragione di questa latitanza in un’altra funzione “politica” da me svolta quale responsabile dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico (U.R.P.).

Questa è consistita nell’aver “inventato” e realizzato, con la creazione dell’ U.R.P. del Comune di San Severo, un servizio di consulenza e assistenza finalizzato all’accoglienza e all’ascolto delle esigenze e delle problematiche dei singoli cittadini; con l’attivazione, tra l’altro, di un servizio informa lavoro; con l’introduzione di tecnologie informatiche e la formazione “dall’interno” di una “cultura informatica”, il cui culmine più alto è stato raggiunto con la proposizione e la realizzazione del progetto PASS; con l’antesignana promozione di una “filosofia” di azione, materializzata in attività e azioni concrete, volta a considerare il cittadino-utente quale unico e vero destinatario e protagonista dell’azione della Pubblica Amministrazione e con una significativa serie di iniziative (testimoniate da una ampia attività curricolare e contraddistinte da intraprendenza, originalità ed efficacia), tutte poste in atto con una più che riconosciuta abnegazione e con uno spirito di servizio non usuale nella pubblica amministrazione.

Ebbene, questa è stata la colpa attribuitami da quei rappresentanti della opposizione che, dopo le critiche alla mia azione per aver “dato lustro” ad una amministrazione di centro-destra, accusa beffarda, per essere stato l’unico vero oppositore della Giunta Giuliani, da parte di quanti hanno poi plaudito, ovvero condiviso, ovvero sono rimasti ignavi e omertosi, giustificando nel modo più vario la loro indifferenza e il loro disinteresse (quali –sempre per seguire il consiglio del sig. Marino- il sig. Michele Monaco, il sig. Michele Irmici, il sig. Michele Santarelli, e compagni) l’azione persecutoria posta in atto contro un pubblico dipendente (colpevole senza imputazione e vittima senza alcuna colpa) e la chiusura di uno tra i migliori cento uffici di tutta la pubblica amministrazione italiana, come meritoriamente ritenuto dal Dipartimento della Funzione Pubblica.

 

A questo punto,  tralasciando tutte le chiose, i commenti e le domande che verrebbe di fare, preferisco attenermi alle, ancora una volta, ammonenti parole del consigliere regionale, sig. Marino, quando dice che bisogna dare un segno di  significativa “controversione” nei confronti dell’azione politica della maggioranza uscente e non solo in ordine alla centrale termoelettrica ma, per esempio, nei confronti della costosa quanto inutile privatizzazione della N.U. (attuata con l’accordo di tutti e l’opposizione della sola U.I.L.-Enti Locali, di cui ero a suo tempo segretario aziendale), per la quale non basta fare un “passettino” indietro ma occorre, dopo la verifica delle inadempienze contrattuali, ritornare alla gestione in economia con uno sgravio di almeno il 50% a favore dei contribuenti e degli attuali costi imposti alle tasche dei cittadini.

 

Ma una più significativa indicazione di controtendenza sarebbe data dal ripristino del contatto autentico e sostanziale con i singoli cittadini attraverso la riattivazione dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico (U.R.P.)  e della sua piena funzionalità con la ripresa e l’affidamento, anche ad ammenda della colpevole compromissione con i misfatti della attuale maggioranza, di tutte quelle attività a cui si era dato avvio (Progetto Pass, Portale Internet, gestione della Rete Civica, manifestazioni promozionali, relazioni esterne) al fine di mostrare che la battaglia di civiltà portata avanti da una sola persona non è stata inutile, fornendo così un effettivo segnale per una diversa gestione delle risorse umane, vero motore di ogni azione politico-amministrativa, da attuarsi con i criteri della meritocrazia e dell’efficienza ed efficacia delle prestazioni da rendersi da parte del personale, nonché nel rispetto della dignità, del valore, delle capacità e delle attitudini di ciascun operatore del Comune.

 

Giovannantonio Macchiarola

Responsabile pro-tempore

dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico

 

 

 

 

 

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