Programma della coalizione di partiti che
appoggiano la candidatura a sindaco
di Michele Santarelli
(bozza non corretta)
Le elezioni amministrative devono essere l’occasione per riaprire il circuito della democrazia nella città di San Severo, in cui il rapporto tra politica e società sia vitale e produca una nuova stagione di partecipazione e che ponga un argine al progressivo imbarbarimento.
E il primo impegno della coalizione di centrosinistra è quello di scongiurare con ogni mezzo la realizzazione della centrale termoelettrica.
Le scelte politiche compiute in questi anni dal centrodestra sono state dissennate, spregiudicate e irrazionali. Il territorio ne porta i segni evidenti.
Ma la scelta più terrificante dal punto di vista ambientale è la costruzione della “Centrale termoelettrica” che, se realizzata, determinerebbe una ferita mortale per il territorio e i cittadini che lo abitano.
La scelleratezza della decisione è tale da compromettere irrimediabilmente le nostre produzioni agricole che tanta parte hanno nell’economia del nostro territorio.
Il coordinamento delle Associazioni della città di San Severo, i gruppi consiliari di opposizione, hanno già provveduto meritoriamente a produrre formali ricorsi alle competenti autorità politico-amministrative, sanitarie e giudiziarie.
Fin d’ora il candidato Sindaco Michele Santarelli e la coalizione dei partiti che lo sostengono opereranno perché tale obiettivo fallisca, anche se l’iter amministrativo è nella fase finale per la realizzazione della centrale, attraverso le seguenti scelte:
· indizione di un referendum popolare con potere deliberante;
· opposizione a tutte le determinazioni fin qui adottate dal Sindaco e dall’Amministrazione di centrodestra;
· mobilitazione permanente dei cittadini e delle associazioni per ostacolare l’avvio concreto dei lavori.
Tanti cittadini chiedono che le Istituzioni impegnino i loro sforzi su questa priorità assolute che attueremo:
· realizzare strutture di prevenzione attraverso la costruzione di una rete "municipale" che lavori per l’inclusione sociale;
· collaborare con l'Azienda Sanitaria Locale, valorizzare di più e meglio l'associazionismo, il volontariato, la cooperazione sociale, la scuola e l’Università, i centri sociali, per azioni dirette a prevenire situazioni di disagio sociale, di devianza e di micro-criminalità;
· impegnare le Forze dell’Ordine a un maggiore controllo e presidio del territorio e ad azioni di repressione del crimine; solo la legalità ed il rispetto delle regole democratiche sono garanzia di sviluppo sociale ed economico;
· riorganizzare e far funzionare l’osservatorio permanente sulla legalità;
· istituire un fondo per la legalità e la sicurezza (L. 285/97) per promuovere il progetto “Democrazia in erba” (Consiglio Comunale dei Ragazzi);
· sostegno alle associazioni anti-racket, aprendo sportelli ed istituendo numeri verdi;
· organizzare continue campagna di educazione alla legalità.
Il centrosinistra deve reagire: la lotta alla criminalità, la lotta per la legalità, non possono essere un accessorio, ma il presupposto di qualsiasi politica.
Il centrosinistra deve essere in prima linea su questo fronte, e deve farne un punto centrale della sua azione politica a San Severo e in provincia di Foggia.
Forte sarà l’impegno sul tema della legalità attraverso l’elaborazione di un codice etico cui improntare l’azione amministrativa e tenere lontani dal Comune tutti coloro che pensano di poter fare affari:
· rendere trasparente il settore dei pubblici appalti che possono essere oggetto di infiltrazioni malavitose;
· stabilire procedure per i bandi di gara coordinate con la Prefettura per verificare la correttezza delle imprese appaltanti e dei subappalti.
In questo quadro, il corretto funzionamento degli organi di rappresentanza e di governo della Città assume rilievo incommensurabile.
Al Consiglio Comunale bisognerà restituire appieno il compito di programmare lo sviluppo della città e di indirizzare e controllare la gestione da parte degli altri organi. La Giunta Municipale deve assumere nella sua collegialità, superando le logiche assessorili, tutte le decisioni di competenza lasciando alla Dirigenza comunale (che dovrà essere completamente rivista) la sola gestione dei compiti previsti dalle leggi, dopo che il Comune si sarà dotato di strumenti di controllo interno.
Vanno subito restituiti all’ordinarietà amministrativa altri importanti Enti Cittadini da tempo in gestione podestarili, come l’Istituto “Di Sangro” e l’Istituto S. Francesco.
Il ruolo dell’economia locale ha subito negli ultimi anni una progressiva marginalizzazione nel contesto delle politiche territoriali regionali e provinciali.
San Severo, per le sue caratteristiche, può assolvere un ruolo di primo piano nelle politiche dello sviluppo per l’intera area.
Ripensare l’Alto Tavoliere come una struttura urbana larga, costruendo servizi essenziali per i cittadini e per lo sviluppo del comprensorio attraverso:
· la costruzione di infrastrutture per le piccole e medie imprese;
· la creazione di un centro direzionale per la valorizzazione e la commercializzazione dei prodotti agro-alimentari;
· la predisposizione di un piano della viabilità urbana ed extraurbana;
· l’organizzazione di servizi ambientali.
Altresì bisogna sviluppare una forte iniziativa per le politiche del lavoro valorizzando l’alto valore dell’economia locale, attraverso:
· un serio e organico patto per il lavoro ove siano coinvolti i diversi soggetti economici e sociali;
· ripensare il sistema agro-alimentare e della valorizzazione e commercializzazione delle produzioni di alta qualità;
· rilanciare le attività produttive dell’artigianato e del commercio, integrando grande rete distributiva e piccolo e medio commercio;
· riprendere l’idea di un area industriale di comprensorio per concentrare ed utilizzare al meglio le risorse da destinare allo sviluppo;
· prevedere la costruzione di infrastrutture fuori dal centro abitato per ridurne l’impatto ambientale, per rendere più sicura la vita dei cittadini e più agevole i servizi alle imprese;
· creare le condizioni per avviare un serio piano turistico: agriturismo, valorizzazione dei beni archeologici, architettonici e naturalistici, insieme alla valorizzazione delle produzioni enogastronomiche locali nel segno delle antiche civiltà contadine di cui è ricco il nostro patrimonio.
A San Severo ci sono molte questioni da risolvere e le loro soluzioni non sono misurabili nella dimensione comunale, anzi sarebbe un grave errore, un atto di autoreferenzialità che non dobbiamo commettere.
Dobbiamo disegnare un’area molto più vasta e agire per realizzarla nella concretezza della futura azione amministrativa.
I comuni versano in gravi difficoltà economiche per le scelte finanziarie operate dal governo Berlusconi. Di qui la necessità per i comuni dell’Alto Tavoliere di ripensarsi come una struttura urbana larga, creando rapporti nella costruzione materiale e immateriale di servizi essenziali per i cittadini e per lo sviluppo del comprensorio come:
· infrastrutture per lo sviluppo;
· centro direzionale per la valorizzazione delle produzioni del territorio;
· viabilità e mobilità urbana ed extraurbana.
In questo contesto di crisi dell’economia, la questione del lavoro diventa centrale. Le politiche che lo hanno reso flessibile non danno segnali positivi.
La questione del lavoro e la sua qualità è, dunque, la questione sociale per eccellenza e si colloca in maniera strategica nell’ambito delle politiche locali di sviluppo.
Bisogna ripensare come rilanciare alcuni programmi fondamentali, come:
· il Coordinamento per il Patto per il lavoro in cui siano coinvolte le forze sociali, politiche ed economiche;
· riorganizzare il sistema agro-alimentare, ottimizzando l’uso delle risorse idriche, attraverso la messa in funzione del raffinamento delle acque reflue, innovando i processi produttivi, favorendo una rete di livello per il marketing di prodotti di alta qualità.
L’artigianato e il commercio di San Severo rivestono una tradizione consolidata sui mercati perché rappresentate da piccole e medie imprese, che nelle loro nicchie di mercato sono sufficientemente competitive.
Oggi vi sono piani artigianali e commerciali da completare, come pure bisogna prevedere una rete di servizi ed infrastrutture.
Di qui la necessità di costruire:
· nuove relazioni fra Istituzioni: Comune, Imprese e loro Associazioni;
· un area industriale di comprensorio, con i relativi servizi.
L’occupazione complessiva di San Severo riesce in qualche modo a tenere perché sono aumentate le attività commerciali. Il terziario è cresciuto assorbendo una parte rilevante dell’occupazione che si è liberata nelle attività agricole. L’equilibrio che si è realizzato è precario.
È necessario un incremento delle attività produttive di beni e i servizi, essi devono essere qualificati in funzione dello sviluppo e dell’innovazione delle attività primarie.
Il terziario è dunque un’area di grandissimo interesse, di compensazione, ma a sua volta ha subito processi di trasformazione piuttosto rilevanti. C’è stata nelle attività commerciali una diminuzione consistente di punti vendita, effetto delle modifiche legislative ma anche della crescita della grande distribuzione, che agisce per dimensioni di scala rilevanti.
È evidente che noi abbiamo bisogno anche qui di trovare un equilibrio tra grande e piccola distribuzione.
Tutto ciò si fa attraverso strumenti di sostegno al commercio al dettaglio e alla sua permanenza.
Sappiamo bene che il commerciante svolge un ruolo non richiesto, non oggettivo, ma importante, di “ammortizzatore sociale”. Infatti la piccola distribuzione per una parte della popolazione, soprattutto quella più debole, ha anche una funzione relazionale.
La grande distribuzione è importante per il contenimento delle dinamiche di prezzo, mentre la piccola è uno dei luoghi possibili della coesione sociale.
Per il commercio si è ribadito più volte che la via della conciliazione tra grande distribuzione e commercio tradizionale è possibile e va perseguito. Il sistema commerciale di San Severo conserva una forte capacità di attrazione dall’esterno.
Bisogna valorizzare adeguatamente ogni aspetto del sistema:
· dalla GDO, ai negozi del centro storico, ai quartieri periferici;
· aree attrezzate per i grossisti locali e i mercati giornalieri.
Deve essere incentivata la realizzazione di:
· centri commerciali a gestione locale soprattutto nei quartieri sprovvisti di servizi adeguati, ove i prodotti locali dovrebbero essere presenti e ben valorizzati;
· un piano di attuazione delle leggi regionali che programmi attraverso la concertazione le nuove aree.
Non più rinviabile è la creazione di infrastrutture.
Di qui la necessità di prevedere:
· la tangenziale esterna;
· l’ammodernamento del sistema della viabilità: Autostrada e strada statale, stazione ferroviaria, linee extraurbane e il servizio urbano;
· l’integrazione della viabilità di competenza della Provincia con il sistema urbano di San Severo e dei comuni viciniori;
Guardando i dati del terziario e della sua composizione appare del tutto evidente il sottodimensionamento delle attività turistiche.
San Severo ha un patrimonio storico e culturale enorme e deve imparare a sfruttare meglio queste ricchezze. Per favorire lo sviluppo del turismo occorre in primo luogo creare le strutture ricettive e le infrastrutture del settore.
In questo ambito dobbiamo pensare a delle politiche specifiche per i giovani.
Una delle leve su cui puntare per sviluppare il turismo è la valorizzazione dei punti di forza del territorio e tra questi si dovrebbe considerare la tipicità della cucina e del gusto sanseverese.
Occorre stabilire rapporti con l’Associazionismo locale e la pro-loco per:
· organizzare visite delle chiese barocche, dei palazzi seicenteschi e settecenteschi, del museo civico e diocesano, del Teatro Comunale;
· promuovere l’enogastronomia, con i suoi prodotti tipici – vino, olio, spumanti – e la cucina;
· tentare di far nascere esperienze di agriturismo che tanta parte hanno nell’economia locale di altre realtà, recuperando il nostro patrimonio edilizio rurale prima che vada definitivamente in rovina;
· incoraggiare la notevole impresa di alcuni operatori economici che stanno recuperando cantine antiche e lavorano prodotti di alta qualità nel settore del vino e dello spumante;
· promuovere iniziative comuni con altre comunità viciniori – Torremaggiore, Lucera, Lesina.
Nell’ambito delle politiche sociali il no-profit è un banco di prova per l’intero movimento democratico.
Nuovo impulso bisogna dare al settore dei Servizi sociali che in questi anni hanno adempiuto esclusivamente alla funzione di elargizione di contributi inutili.
In questi anni l’Assessorato ai Servizi Sociali ha valorizzato pochissimo le presenze qualificate e le esperienze che ci sono sul territorio. Alcune strutture per il recupero e l’inserimento di tossicodipendenti sono rimaste chiuse ed inutilizzate. Anche in questo settore il pubblico deve esercitare la sua funzione, senza che esso deleghi il tutto ai privati.
I servizi agli anziani, all'infanzia, sanitari, per l'accoglienza, per il diritto alla casa, all'handicap e alla sicurezza, devono ridiventare centrali nel progetto di vita comune della nostra città. L'offerta gestita da Enti pubblici e quella gestita dal privato sociale devono essere considerati come un progetto integrato di crescita sociale e civile, non alternativi tra loro, capaci di raccogliere quella fondamentale risorsa che è il volontariato. Il valore e la professionalità degli operatori sociali vanno difesi e sviluppati, contro il tentativo, attuato dal centrodestra, di immiserirne i contenuti.
Il sistema deve ruotare su alcuni temi che valorizzino le solidarietà, le pari opportunità, il reddito minimo come peculiarità della nostra comunità locale. Un unico progetto integrato che si articola su:
· infanzia
Occorre pensare a politiche adeguate per i bambini perché sia favorita la ripresa della natalità.
Questo problema richiede politiche di vera sussidiarietà, che integrino il ruolo fondamentale del pubblico con l’intervento dei privati, senza dispute ideologiche e con l’obiettivo di garantire un servizio di qualità.
· anziani: una rete di socializzazione
San Severo nel passato aveva un servizio per l’assistenza domiciliare per gli anziani. Bisogna riprendere quell’esperienza, riadattarla alle nuove esigenze, anche se questa da sola è insufficiente senza pensare a delle politiche sociali che diano risposta a un tema che può anche diventare patologia: quello della solitudine.
Qui si tratta di mettere in campo investimenti rilevanti che devono servire non solo ad aiutare le persone in casa, ma a riportare quelle persone in mezzo a noi, nella rete di socializzazione di cui ciascuno ha bisogno.
· portatori di handicap
Il 2003 è stato l’anno dei diversamente abili e anche nella nostra città il bilancio non è dei migliori. A nulla serve la logica dell’evento. È invece necessario prevedere servizi per i diversamente abili, promovendo la cultura del rispetto e della tutela, come l’eliminazione delle barriere e l’accesso alla formazione e al lavoro attuando la legislazione nazionale e regionale.
· Immigrati
Solo se si affronta il tema delle politiche di accoglienza – casa e formazione –, si potrà costruire una società multi-etnica senza conflitti.
Anche a San Severo è notevole la presenza di residenti stranieri per cui servono politiche di accoglienza in grado di dare visibilità a un’idea di cittadinanza plurietnica.
Come sappiamo San Severo può contare su un grande patrimonio culturale, ma sappiamo altrettanto bene che questo patrimonio non sempre è valorizzato a sufficienza, spesso perché non c’è la consapevolezza del suo valore. Questa mancanza ridimensiona l’offerta culturale e allo stesso tempo condiziona negativamente la domanda.
Ci sono giacimenti e risorse culturali che San Severo ha costruito nel tempo: il Museo Civico e quello diocesano, la biblioteca comunale e le numerose biblioteche scolastiche, quelle private di nuova istituzione come la biblioteca “F. Chirò”,.
Occorre coinvolgere i giovani e le loro associazioni, garantendo loro un’autonomia in questi spazi, così da promuovere uno sviluppo delle forme di creatività più innovative, quelle che non sono sempre e necessariamente sottoposte alle esigenze di mercato.
Questa attenzione alle associazioni e alla loro produzione culturale dovrà essere uno dei fondamenti della nostra attività.
Il ruolo del Comune dovrà essere innanzi tutto quello di ente coordinatore che valorizzi le grandi risorse esistenti: Università, Scuole, Associazioni.
È necessario coinvolgere i diversi soggetti che promuovono la cultura come risorsa sociale che ha come fine l’aggregazione e il miglioramento della vita dei cittadini, attraverso:
· la creazione degli Stati Generali per la cultura ed eventuale istituzione di una “Agenzia per la cultura” quale braccio operativo dell’assessorato;
· la promozione, in stretta collaborazione con i Comuni limitrofi e le Associazioni culturali, eventi culturali e sportivi;
· una migliore offerta di servizi e spazi culturali, (biblioteca, Museo civico, Pinacoteca, museo archeologico, teatro, spazi espositivi);
· la valorizzazione del patrimonio architettonico ed artistico;
· la promozione delle iniziative culturali della città: rilancio delle attività museali ed espositive, teatrali, musicali;
· la rivisitazione dello Statuto dell’Accademia teatrale, razionalizzando risorse economiche, attività e finalità;
· il rilancio e la valorizzazione del centro storico come luogo della memoria, ove tutti i cittadini possano riconoscere le loro radici, costruendo itinerari storici e artistici, ridando decoro urbano che esalti le bellezze architettoniche e storiche.
L’attività sportiva locale è una delle primarie forme dell’associazionismo cittadino. Bisognerà operare perché tutti i gruppi sportivi esistenti e quelli di nuova creazione possano trovare un più facile accesso all’impiantistica in dotazione alla città compreso lo stadio “Ricciardelli” e il Palasport.
L’Amministrazione Comunale deve promuovere un coordinamento delle società e delle associazioni sportive esistenti per programmare manifestazioni, attività e richieste di finanziamenti.
Per questo pensiamo di non tralasciare la possibilità di progettare nuovi impianti nei quartieri periferici idonei ad ospitare le attività di base, di ipotizzare, attraverso il Projet Finanze e la partecipazione dei privati, la realizzazione di una Cittadella dello Sport, di intensificare la collaborazione con le scuole per l’utilizzo delle palestre.
Per facilitare un ulteriore incremento delle strutture sportive si possono prendere in considerazione assegnazioni di aree con diritto di superficie a privati in grado di realizzare a proprie spese nuovi impianti. Va comunque messo a punto un piano di riorganizzazione delle strutture sportive in dotazione alla città e dare completezza all’offerta di impianti che la città esige, anche attraverso soluzioni di gestione che coinvolgano in pieno l’associazionismo ed il privato sociale.
L’Ente Locale, con l’autonomia scolastica, entra a pieno titolo nella programmazione delle politiche formative.
L’Ente Locale, d’intesa con le realtà scolastiche, può avviare attività di orientamento scolastico per non dilapidare un patrimonio economico e dare certezze concrete di occupazione a giovani cui si richiede capacità professionali alte in settori economici vitali della nostra zona.
Prioritario dovrà essere il compito di:
· rendere sicure le strutture scolastiche di competenza comunale;
· sostenere e rafforzare le scuole della città nelle sue storiche vocazioni e nelle sue articolazioni, perché il sapere e l’accesso alla conoscenza sono componenti essenziali della cittadinanza;
· far sì che le scuole di San Severo siano al servizio dello sviluppo civile del territorio. La scuola di San Severo deve essere valorizzata in tutte le sue storiche articolazioni;
· costituire una consulta comunale sulla scuola con la partecipazione delle sue diverse componenti;
· intervenire per recuperare strutture scolastiche lasciate nel totale abbandono – edificio scolastico “Pascoli”, Ponchielli, Via Tagliamento, le strutture previste nei quartieri periferici per asili nido;
· promuovere e sostenere progetti formativi riguardanti la cultura della legalità, la piena scolarizzazione e la dispersione scolastica.
La Città deve accogliere come opportunità il decentramento di alcune facoltà universitarie dalla sede di Foggia. È stata una scelta favorita dalla Provincia di Foggia.
La sfida è quella di trasformare il polo universitario decentrato di San Severo in un luogo di formazione e ricerca di eccellenza, capace di attrarre risorse umane e finanziarie dall’esterno, legato allo sviluppo del territorio.
In ognuno di questi luoghi e di queste forme del confronto futuro il punto di vista delle donne dovrà essere sempre visibile e considerato per il valore e l’importanza che ha. San Severo dovrà diventare una città in cui non c’è solo un profilo che prevale, ma in ognuna di queste politiche, in ognuna di queste scelte future dovremo guardare al maschile e al femminile. Anche questi obiettivi si dovranno tradurre in atti precisi e scelte concrete, responsabili e condivise.
A San Severo la maggioranza dei cittadini è donna. Su di esse pesa maggiormente l’inefficienza del funzionamento della città da ogni punto di vista. E’ compito del Comune favorire il massimo di coinvolgimento alla vita civica. L’Ente Locale deve promuovere e diffondere una cultura in cui le differenze di genere, di valori, di religione sono elementi di ricchezza.
Nella nostra città vi è una qualificatissima presenza di Associazioni e Movimenti culturali, di volontariato sociale che vive di vita autonoma. Queste vanno valorizzate, coordinate, e non assoggettate a politiche clientelari.
Bisogna rilanciare la cultura del nostro territorio, valorizzandone i beni e le tradizioni e chi in questi anni ha svolto un ruolo di supplenza in assenza di servizi comunali. Coordinare l’azione amministrativa del Comune con l’esperienza e la professionalità delle Associazioni è un punto qualificante del nostro progetto.
Da dieci anni è pronto un piano regolatore per il quale illustri professionisti hanno lavorato con un notevole impegno finanziario del Comune. Il centrodestra ha preferito avere le mani libere, per compiacere tecnici spregiudicati e la rendita facendo scempio del territorio.
Pianificare l’uso del territorio serve alla città che produce, serve alla città che vuole vivere una diversa qualità urbana. Pensiamo alla carenza cronica di aree verdi, a piste ciclabili impossibili, a spazi urbani per la ricreazione ed il tempo libero.
Il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani è stato privatizzato facendo subire ai cittadini costi altissimi di gestione. Si è passati da un costo di gestione in economia di 2 milioni di euro agli attuali 9 milioni di euro a fronte di un servizio scadente e improvvisato.
Compito della futura amministrazione è quello di rivedere l’appalto nella prospettiva di una gestione mista pubblico-privato per rendere questo servizio meno costoso, più adeguato ad una città che è cresciuta dal punto di vista della sensibilità ambientale.
La logica dovrà essere quella del ciclo complessivo dei Rifiuti come filiera consumi – raccolta – riciclaggio.
Un grande capitolo riguarda l’assetto del territorio.
Per realizzare questo obiettivo sono necessarie scelte precise da costruire con il coinvolgimento dei cittadini. Abbiamo a disposizione un bene inestimabile: un centro storico di notevole valore, il cuore antico di San Severo che deve tornare ad essere un patrimonio di tutti.
Dobbiamo mettere a disposizione di tutti uno spazio che è stato pensato per pochi.
Altro tema fondamentale è il traffico. Occorre renderlo più ordinato per liberare spazi e per rendere fruibile il nostro tempo.
Il traffico è diventato un problema di emergenza per San Severo.
In questi anni non è stato previsto alcun intervento in questo settore vitale.
E dobbiamo affrontare anche i problemi connessi come l’inquinamento ambientale e acustico.
Compito prioritario del futuro governo cittadino è quello di formulare un piano del traffico che tenga conto di:
· decongestionare la viabilità cittadina;
· integrare l’uso privato con i mezzi pubblici, dotando la città di un servizio pubblico ora inesistente;
· prevedere parcheggi ora del tutto carenti;
· ridurre notevolmente l’inquinamento acustico e ambientale per tutelare la salute dei cittadini;
· delocalizzare servizi per riqualificare le periferie e decongestionare il traffico del centro;
· favorire una diversa concezione della mobilità con l’uso di mezzi alternativi.
L’adozione del nuovo P. R. G. elaborato dagli Architetti Benevolo non è mai stato discusso, fatto conoscere, approvato. Poteva essere una opportunità economica e di riassetto urbanistico.
Si è assistito ad una deregolazione che ha sconvolto una pianificazione trentennale permettendo insediamenti atipici in zone non propriamente vocate sia dal punto di vista urbanistico che economico.
In conseguenza di ciò, il nuovo P. R. G. che il centrodestra non ha voluto adottare, è di fatto superato nelle sue previsioni strutturali e programmatiche in quanto le direttrici di sviluppo dell’insediamento nel territorio comunale sono state completamente stravolte da realizzazioni effettuate attraverso Piani integrati, Accordi di programma, Conferenze di servizio, Recuperi urbani.
L’attuale legislazione regionale modifica la vecchia impostazione dei P. R. G. e prevede la gestione dell’assetto urbanistico attraverso il P. U. G. (Piano Urbanistico Generale), strumento più agile, legato all’impostazione programmatica del Sindaco eletto e del Consiglio Comunale, che realizza ciò che programma in tempi più brevi eliminando così pastoie burocratiche.
Certamente l’impostazione programmatica dei P. U. G. dovrà considerare le nuove opportunità economiche che derivano dall’avere una visione di grande scala dei problemi inerenti un territorio molto più vasto in accordo con i comuni limitrofi.
A tal fine:
· potenziare l’organico in dotazione alla pubblica amministrazione in modo da assicurare una corretta gestione degli strumenti di pianificazione;
· ridefinizione degli obiettivi del P. U. G. alla luce degli insediamenti effettuati nell’ultimo decennio;
· redazione di Piani Urbanistici Esecutivi;
· dare un assetto definitivo della zona PIP con previsioni di ulteriore ed alternativo collegamento viario alla città;
· risanamento e creazione di servizi adeguati per i quartieri periferici, in particolare dei PEEP A – B – C e del quartiere San Berardino;
· redazione di una planimetria inequivocabile e definitiva dei lotti in cui sia ancora possibile l’applicazione dell’emendamento, definendo con adeguata normativa i lotti non ancora ultimati, nonché quelli interessati da interventi misti indice/emendamento;
· definizione inequivocabile delle aree a valenza storica con catalogazione dei beni culturali ancora esistenti da utilizzare come possibile risorsa economica (mostre, visite guidate, conferenze, pubblicazioni);
· risoluzione delle problematiche generate dall’attuale impianto di depurazione con l’eventuale ricorso alla fitodepurazione;
· ubicazione e regolamentazione delle aree da adibire a stoccaggio di auto demolite (impatto ambientale);
· piano di rimboschimento a nord ed a sud dell’abitato con formazione di aree protette ed a valenza paesaggistica con la valorizzazione di siti storici fuori dal centro abitato;
· previsione di un nodo intermodale nei pressi della stazione ferroviaria dotato di aree di sosta, di parcheggio-navetta e di attrezzature alberghiere;
· previsione di parcheggi sicuri e multipiano per una nuova immagine della città ubicati in posizioni strategiche ed in grado di favorire il rilancio commerciale della zona centrale;
· previsione di riqualificazione di zone centrali della città con aree verdi e parcheggi (area tra Via T. Solis e Via T. Masselli);
· previsione di infrastrutture per il risanamento geologico di alcune zone della città interessate dall’innalzamento della falda freatica.
Occorre che vi sia un impegno unanime da parte di tutti coloro che entreranno nel nuovo Consiglio Comunale ad avere rispetto per le Istituzioni e rispettare un codice etico nella forma e nella sostanza.
Bisogna, inoltre, dare attuazione alle tante previsioni di ampliamento della partecipazione dei cittadini previsti dallo Statuto, attuando gli istituti di partecipazione e controllo ivi previsti a cominciare dal Difensore Civico.
La macchina comunale ha tutte le risorse umane per poter affrontare la sfida di una rinnovata gestione nel rispetto dei principi della moderna gestione per rendere la azienda comune competitiva e sempre meglio rispondente alle esigenze della comunità.
La riorganizzazione degli uffici comunali e l’ampliamento delle competenze a carico dei comuni non sempre si conciliano con la esiguità delle forze.
Siamo tuttavia convinti che la via della esternalizzazione selvaggia non garantisca a pieno i diritti della comunità (come la vicenda Gema ha dimostrato) e la gestione pubblica può dare ancora un contributo importante al funzionamento efficace dei servizi cittadini.
Il nostro Comune non ha più una struttura burocratica, tutte le sue attività sono state appaltate a soggetti esterni. Certamente non si vuole riproporre un numero esorbitante di dipendenti comunali, ma si vuole razionalizzare e creare efficienza nei servizi attraverso una gestione che veda il pubblico agire d’intesa con il privato. Bisogna riqualificare il bilancio del Comune che oggi è stato svuotato di contenuti politici. Il centrodestra ha impegnato il bilancio comunale per diversi esercizi, riducendo così enormemente la possibilità di programmazione della pubblica amministrazione.
Compito del prossimo governo del centrosinistra sarà quello di risanare il bilancio attraverso una oculatissima politica di spesa, evitando rigorosamente spese inutili, razionalizzando gli interventi.
È a tutti noto che la politica fiscale del centrodestra è stata durissima. A fronte di una diminuzione dei servizi alla persona e alla collettività, vi è stato un indiscriminato aumento delle tasse comunali.
Tutti i servizi in convenzione saranno rivisti e valutati alla luce della economicità di gestione e del risparmio.
Per tali obiettivi notevole importanza assumono le risorse professionali e manageriali di cui l’Ente dispone sviluppando professionalità sempre più qualificate e pervenendo a concepire il rapporto con il cittadino-utente in una visione democratica e insieme aziendalistica del servizio reso, anziché in una logica ormai superata di “concessione”, avulsa da ogni considerazione su costi e benefici.
Il Comune deve munirsi di uno strumento che permetta di ottenere i seguenti risultati:
· Il miglioramento dell’efficienza di alcuni uffici comunali, con particolare riferimento a quelli offerti dall’ufficio tributi e dall’ufficio tecnico;
· Il raggiungimento di un livello accettabile di Equità Fiscale, per quanto riguarda i tributi di stretta competenza comunale;
· il monitoraggio sullo stato del patrimonio immobiliare compreso nel territorio del Comune;
· la realizzazione di una Banca Dati che ha come oggetto le unità immobiliari comprese nel territorio del Comune, con tutti i dati che sono necessari per la gestione dei tributi (verifiche e controlli, statistiche, gestione) e delle attività dell’ufficio tecnico.
Uno dei più importanti obiettivi programmatici di è quello di non incrementare la pressione fiscale sul cittadino e in particolar modo di non aumentare la tassazione sulle abitazioni principali, sui terreni agricoli e sulle locazioni di attività artigianali e del piccolo commercio. Sempre in tema di Imposta Comunale sugli Immobili, occorre introdurre importanti agevolazioni per i contratti a canone concordato e maggiori detrazioni per carichi di famiglia.
L'Ente comunale ha bisogno di un'organizzazione che si avvalga sempre più dell'informatica. L'informatica concorre infatti, in modo rilevante, a ridurre i tempi, moltiplicare le azioni e quindi i servizi alla comunità. Si dovrà dar corso in tempi brevi alla utilizzabilità della "firma elettronica". Tutti i servizi municipali dovranno poter dialogare in tempo reale, collegati e coordinati in unica rete, perché ciascun ufficio sia in grado di usufruire dei dati assunti da tutti gli altri. Si pensi ad esempio quanto sarebbe utile il miglior collegamento tra il catasto, l'ufficio Tributi e l'anagrafe.
Il Comune ha bisogno di un Portale per accorciare tempi di comunicazione e ampliare i rapporti con i cittadini. Il Portale deve servire ad erogare servizi di base, informazioni primarie, luogo di incontro e di soddisfacimento di esigenze del cittadino. Su questo va organizzata la nuova architettura dei servizi e del decentramento funzionale degli uffici.
L'accrescimento del livello di preparazione del personale non può essere definito un costo ma un importante investimento che costituisce una risorsa irrinunciabile. Il personale dovrà essere motivato e incentivato.
San Severo, 17 aprile 2004