SEI DECINE A MARGINE
della manifestazione politica tenuta il 23 aprile 2004
per la presentazione della candidatura a sindaco del Prof. Camillo RAGO
Testo e note di Giovannantonio Macchiarola (da Gambatesa)
Nel corso della riunione politica tenuta il
23 aprile 2004 dai partiti collegati per l’elezione a Sindaco del prof. Camillo
Rago, ho avuto modo di assistere all’intervento fatto
da un architetto locale che, prendendo la parola contro l’attuale
amministrazione in carica, si è dilungato sul Piano Regolatore di cui ha
lamentato la mancata attuazione.
Nel suo intervento, motivato dal fatto di
essere il rappresentante locale dello Studio Benevolo, incaricato della
redazione del P.R.G., lo stesso architetto ha voluto dar prova, con aneddotica facondia,
delle inottemperanze dell’Amministrazione comunale. Nel far questo ha fatto
riferimento alla presentazione, avvenuta nel 1999, del Piano Regolatore, - a suo dire - alla “presenza del sindaco e
di 17 (persone)”, ovvero in una riunione del tutto improvvisata, addebitando la
cosa al pressappochismo e alla inefficienza degli uffici comunali che avevano
organizzato la manifestazione.
Nell’evidente sforzo di ingraziarsi gli eventuali futuri vincitori della
prossima competizione elettorale, ed evidentemente convinto della “defaillance”
della rappresentanza della CdL in procinto di fare le
valigie, quello, nel tentativo di accattivarsi l’approvazione dei presenti,
ridicolizzava l’attuale morente maggioranza attribuendo, addirittura, a questa
la perdita degli “odori” caratteristici di San Severo, quegli stessi che, olfattati al suo arrivo da Milano, risultano oramai
irreperibili. Nel tentativo, poi, di conservare il diritto di primogenitura,
non si preoccupava di esprimere un giudizio alquanto offensivo nei confronti
dei suoi colleghi architetti che, a suo dire, sarebbero stati pronti a
“bussare” alla porta del vincitore per ingraziarselo al fine di vedersi
attribuire la ripresa del P.R.G.
Non potendo tollerare tali bugie e
l’atteggiamento ipocrita e untuoso dell’architetto in questione, non ho potuto
fare a meno, nell’intervento che mi è stato concesso di fare con una certa
intolleranza (per essere un semplice dipendente comunale e non un architetto
laureato) di sbugiardare pubblicamente lo stesso. Quello che non ho avuto modo
di dire, a ulteriore smentita dell’architetto, è che quella affollata
manifestazione venne organizzata, su richiesta dello stesso architetto e di un
“suo volpino amico”, dall’Ufficio Relazioni con il pubblico che vi provvide puntualmente ed egregiamente non solo
con manifesti ma con inviti a stampa a tutti gli ingegneri, architetti e
geometri di San Severo, reperendo i rispettivi
indirizzi dagli albi professionali provinciali, e che solo successivamente
ebbi modo di apprendere del comportamento “truffaldino” di tale gatto e del
“suo volpino amico” che si erano approfittati della buona fede del responsabile
U.R.P. millantando
l’approvazione del sindaco e la presenza del Benevolo.
Avendo, in ogni caso, avuto modo, al termine
della riunione del 23 aprile scorso, di riprendere bonariamente tale architetto
per le bugie raccontate, ho fornito a questi l’occasione di rimproverarmi,
apostrofandomi con la frase “Tu ti devi fare i fatti tuoi”, e di snobbare la mia pubblica smentita con la frase
“tanto
a te non ti sente nessuno!”.
Confesso che tale ultima asserzione, per i suoi reconditi significati, nonché per il sottile richiamo alle mie vicissitudini di pubblico dipendente che non ha avuto alcuna risposta alle oltre 130 lettere di protesta inviate alla Amministrazione del Comune di San Severo, ha avuto su di me un effetto del tutto spiacevole per cui, tornando a casa e ripensando a come va il mondo - non solo a Milano ma anche a San Severo -, mi sono venuti in mente dei versi fino a dar corpo a queste SEI DECINE A MARGINE che, per quanto io stesso riconosca, con una certa presunzione, essere “da dozzina” e di poco conto, ardisco, dopo una leggera limatura, di rendere di pubblico dominio con il corredo di questa premessa e di note per rendere meglio intellegibile il testo che si propone.
Responsabile (pro-tempore)
dell’UFFICIO RELAZIONI CON IL PUBBLICO
del Comune di San Severo
Sei decine a margine
della manifestazione politica tenuta il 23 aprile 2004 per la presentazione della candidatura a sindaco
del Prof. Camillo RAGO
Testo
e note di Giovannantonio
Macchiarola (da Gambatesa)
I
Un architetto venuto da Milano,
per farsi bello in una conferenza
e suscitare un forte battimano,
si è messo a criticar con insolenza,1
dicendo fesserie a tutto spiano,
chi gli ha affidato, con benevolenza,2
il progetto a rifare il piano urbano
per regolarlo con garbo e con decenza,
per cui accusava l’Amministrazione
di non avervi dato più attuazione.
II
Per ottenere perciò la connivenza3
da quelli ch’eran contro a chi una mano,
non avendo la sua riconoscenza,
gli aveva dato in modo così vano,
in critiche di niuna consistenza
si sperticava4 con fare stolto5 e insano6,
di un Tartufo7 avendo l’indecenza,
falso e bugiardo al pari di un marrano8
tanto da rivoltare le budella
di chi ben conosceva la storiella.
III
Notando poi la pubblica aderenza
a quello che affermava, il posapiano9
diceva, con sua grave supponenza,10
che i suoi colleghi, adusi al baciamano,
eran pronti se v’era convenienza
a mutar segno e a far “volta gabbano” 11
tanto che, con sleale concorrenza,
lui se l’era già tolto il suo pastrano12
per cui, arrivato primo a quel traguardo
più degno era degli altri di riguardo.
IV
Per averne diretta conoscenza
del fatto riportato e ormai lontano
e testimone dell’incoerenza
di quel discorso falso e ridanciano,13
non potendo accettarne l’ impudenza,14
in forma schietta15 (essendo Molisano16
di Gambatesa17), a quella maldicenza
con garbo ho replicato da cristiano,18
smentendo quell’ipocrita che, untuoso, 19
mentiva in modo tanto indecoroso.
V
Mentre dal luogo, poi, ero in partenza
questi mi ha interpellato e, da pagano,20
con sgarbo ha detto, e turpe21 confidenza,22
di farmi i fatti miei e che invano
svelato avevo, senza reticenza,23
quel suo contegno vile e cortigiano24
perché nessuno ascolto né credenza25
avevo da quel popolo baggiano; 26
ma quando ho replicato: “sei un venduto”
non mi ha risposto ed è rimasto muto.
VI
Andando via pensavo all’insipienza27
di quel desso28 che, da onesto ruffiano,29
per averne favori e compiacenza,30
era disposto a dare il deretano31
e per far sfoggio della reverenza32
dava persino, da vero ciarlatano,33
ai vecchi amici colpa dell’assenza
di quell’ … antico odore paesano…
Da ciò si può cavar che a San Severo
sta a galla sol chi è ipocrita e insincero.
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Sei decine a margine della manifestazione politica tenuta il 23 aprile 2004 per la presentazione della candidatura a sindaco del Prof. Camillo RAGO
Testo
e note di Giovannantonio
Macchiarola da Gambatesa
note al testo: