STORIA DI UN DIPENDENTE COMUNALE
Poema eroico-comico- tragico
in OTTAVE
|
di Giovannantonio Macchiarola |
...segue, ottave (15- 21)
|
15
Prescelto intanto per il suo talento, riconosciuto
a seguito di prove, per
fare col computer il trattamento degli
stipendi, fu mandato altrove (cioè
a Bari) per l’apprendimento a
gestire da esperto cose nuove, per
cui, perso del Sindaco l’avallo, si ritrovò a montar questo cavallo. |
||
16
Qui aveva già con lucido pensiero organizzato
i dati senza posa tanto
che in breve, insieme con Severo, aveva
dato avvio a quella cosa. Ma
appena rinsaldato in quel sentiero propose
un’altra idea più ambiziosa: col
computer le tasse elaborare e tutti gli evasori indi snidare. |
||
17Ma, quando il nuovo sindaco presidio prese
al Comune come sua bottega, con
questi venne subito a dissidio perché,
scrivendo da bravo stratega, gli
aveva ingenerato gran fastidio per
dare lustro ad un proprio collega, e
per questa amicizia infida e incerta all’ufficio tributi ebbe trasferta. |
||
18
Or dovrò dire solo in due parole quel
che ce ne vorrebbero migliaia ma
poiché non intendo, e non si vuole, farvi
giungere esausti alla vecchiaia, pur
se a far tagli adesso me ne duole lo
stesso li farò con la mannaia perché
la Musa mi preme e mi richiama a stringer la premessa in breve trama. |
||
19Qui era responsabile un biondino di
servilismo e ipocrisia compendio che
mise in mostra d’essere un Caino quando,
costretto a fare lo stipendio, per
non mostrarsi all’ordine supino con
un proclama espresse il vilipendio contro
il sindaco nuovo che il potere usava
con arbitrio e a suo piacere. |
||
20Da questi, per tre anni, venne oppresso ma
il nostro eroe gli tenne sempre testa per
cui gli si intentò contro un processo per
punirne l’audacia e la protesta. E,
quando venne assolto con successo e
passata sembrava la tempesta, deliberò
che, essendo lui innocente, alla
pena soggetto era ugualmente. |
||
21La delibera fu da lui avversata da
quell’assurdità prendendo appiglio per
cui al Controllo venne poi bocciata. Ma
il Sindaco non smise il suo puntiglio ché
dopo un po’ la volle rinnovata e,
poi, costrinse a ciò anche il Consiglio. E,
per la terza volta, la vittoria lui conseguì, ma senza averne gloria. |
|
|
| (torna...) | (continua...) |