STORIA DI UN DIPENDENTE COMUNALE
Poema eroico-comico- tragico
in OTTAVE
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di Giovannantonio Macchiarola |
...segue, ottave (22- 28)
22 Stremato
dalla sfida ed altre lotte non
più anelando, spense i propri ardori capendo
che per quelle già condotte non
aveva goduto dei favori dei
suoi colleghi, anime bigotte, e
all’Ufficio dei Pubblici Lavori, pur
se non gli andava proprio a fagiolo il
trasbordo accettò, da buon figliolo. |
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23 Qui si
adattò, da segretario agendo dell’assessore,
e ozioso non rimase perché
convinse questi che, gestendo con
un computer e un database tutti
i lavori in corso, egli, potendo sempre
seguirli in ogni loro fase, ne
avrebbe avuto un chiaro diagramma, per cui stilò “ad hoc” un suo programma. |
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24 Ma
l’invidia di alcuni e la paura che
il nostro eroe col proprio raziocinio rendesse
chiara una materia oscura che
un collega teneva in suo dominio, fece
a quello la strada impervia e dura e,
pur con il convinto patrocinio dell’assessore
e assenso dalla Giunta, la meta ambita non fu mai raggiunta. |
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25 Venuta in
auge nuova maggioranza contro
di lui fu messo un nuovo veto da
un assessore per la circostanza che,
non sapendo tutto l’alfabeto, questi
il suo nome aveva a riluttanza per
cui fu ovvio, oltre che consueto, che,
come in casi simili succede, lui
venisse assegnato ad altra sede. |
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26 Messo al
servizio spesa sanitaria che
assisteva più di trentamila indigenti
(per povertà onoraria), si
mise a controllar quella trafila, frutto
di una gestione assai precaria, in
breve riducendola a seimila. Ma
la fine dell’indecente andazzo dei suoi nemici aumentò il codazzo. |
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27 A nessuna
pressione egli s’arrese per
realizzare questo arduo piano e,
ad evitar del pubblico le attese, poi
s’inventò il “servizio da lontano” spedendo
al domicilio e senza spese il
tesserino a ciascun’anziano, finché
un assessore firme losche gli chiese per piacere alle sue cosche. |
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28 Qui non si
dica che non fu avveduto nel
tener fermi e alti i suoi ideali, visto
che pagò caro il suo rifiuto di
dare avallo a frodi sindacali richieste
da quell’uomo biforcuto che
poi gli inviò gli sgherri comunali, qual
pena del negato meretricio, per sfrattarlo di peso dall’ufficio. |
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