STORIA DI UN DIPENDENTE COMUNALE

 

Poema eroico-comico- tragico

in OTTAVE

di

Giovannantonio Macchiarola

 

 

...segue, ottave (29- 32)

29

Per un benigno gesto del Prevosto

fu poi chiamato in Segreteria

perché rendesse limpido ed esposto

col computer, ma solo in teoria,

quel che gli Organi avevano disposto.

Ma sol quando ne assunse la regia

con convinzione il nuovo Segretario

fu quell’impegno reso prioritario.

30

Spronato a realizzar tale obiettivo,

da questi, che sul serio ci credeva,

ebbe fiducia piena e altro motivo

n’ebbe il suo impegno ed ulteriore leva,

tanto che ciò che solo era abduttivo

tradusse in vero, come quei voleva,

e in breve quell’Ufficio mise in rete

rendendo scartoffie e frodi obsolete.

31

Per stringer la premessa troppo lunga

si è omesso di narrar di tante cose

e non vuol farsi adesso una prolunga

sugli atti che, in più, fece o che propose.

Due versi sol lasciate ch’io interpunga

per dir che, tra le cose vergognose,

nulla ho detto di chi, stimato amico,

si dimostrò più verme d’un lombrico.

32

Dopo questa premessa, altro conforto

occorre che io richieda alla mia Musa

perché non faccia del mio impegno aborto

e non lasci quest’opera inconclusa

omettendo di far chiaro rapporto

su questa storia e, perché sia diffusa,

continuo a dirla in rima e adesso illustro

quel che lui fece in quest’ultimo lustro.

(torna...)

fine prima parte

(continua...?)