Articolo apparso sul periodico PROTAGONISTI del 14 settembre 2001

 

 

MOBBING IN SALSA SANSEVERESE

 

Dipendente comunale troppo bravo. Merita un ricovero coatto.

La straordinaria storia del responsabile dell’URP, trasferito ad altro incarico, senza spiegazione…

 

di Luigi Amoroso

 

 

La storia è di quelle che vale la pena di raccontare. Non capita infatti tutti i giorni che un dipendente comunale, più volte elogiato per il suo servizio (l’ultima volta in occasione della presentazione del cd-rom “Città di San Severo”), venga fatto “catturare” all’improvviso dai vigili urbani e dagli operatori del centro di igiene mentale della Asl Fg/1 in base ad una certificazione medica – certificazione poi smentita da successive visite effettuate presso il Presidio Ospedaliero di San Marco in Lamis – e poi, una volta dimostrato di non essere pazzo, venga trasferito ad altro ufficio. E, per giunta, si veda vanificato il lavoro di un quinquennio con la completa formattazione dei computer che aveva a disposizione presso l’Urp, che aveva fondato nel febbraio 1996.

 

L’episodio, gravissimo, è stato immediatamente circondato da una densa cortina di omertà. Chi non vuole bene a Giovannantonio Macchiarola, 51 anni, un diploma di maestro elementare nel cassetto, dal 1973 in forza nell’organico comunale, un passato socialista, ha cercato di spostare sul piano umano e personale una vicenda che rappresenta l’ennesimo caso di contrapposizione tra amministrazione comunale e dipendenti di Palazzo Celestini. Una sequela cominciata nel giugno 2000, quando il dipendente Pasquale Spadone, incaricato di seguire i servizi cimiteriali, scopre ammanchi ed irregolarità, li segnala, ma in risposta viene esautorato dai dirigenti comunali (e quindi si vede costretto a denunciare l’accaduto alla magistratura: l’istruttoria è ancora in corso). Sempre in quel mese al responsabile dell’Ufficio Stampa, Desio Cristalli, viene intimato, primo caso in Italia, in esecuzione di un decreto sulla incompatibilità tra impieghi pubblici e collaborazioni giornalistiche, di scegliere tra il suo lavoro e l’incarico di direttore della testata locale “La Gazzetta di San Severo” (che nei mesi precedenti aveva attaccato la Giunta di centro-destra). Cristalli si dimette dal giornale ma, nonostante questo, viene isolato all’interno della macchina comunale. Nella scorsa primavera, infine, dopo circa un anno viene dato il benservito al Direttore Generale Luigi Cologno, reo ufficialmente di essere andato oltre i suoi compiti ma in realtà osteggiato dall’assessore al Personale, Fernando Caposiena.

 

Quanto successo a Macchiarola, che ha accettato di parlarne a “Protagonisti”, è stato portato alla ribalta dal segretario regionale di Cittadinanzattiva – Tribunale per i Diritti del Malato, Fernando d’Angelo, che ha ufficialmente investito dell’accaduto il Direttore Generale dell’Asl Fg/1, l’assessore regionale alla sanità, il presidente della rappresentanza dei sindaci della ASL “FG/1”, il sindaco e i capigruppo   consiliari al Comune di San Severo e lo stesso vescovo, mons. Michele Seccia. D’Angelo ha chiesto alle varie autorità di riscontrare i gravi fatti segnalati (che Macchiarola analiticamente racconta al nostro giornale), “evidenziandosi responsabilità ai diversi livelli” e “di adottare urgenti provvedimenti” a riguardo. Per conto suo Macchiarola ha provveduto a presentare denuncia/querela contro l’amministrazione comunale alla Procura generale presso la Corte d’Appello di Bari, e presso la Procura della Repubblica di Foggia. Copia del pesantissimo e circostanziato dossier è stata inviata al Dipartimento della Funzione Pubblica e al ministro Franco Frattini, alla Commissione per l’accesso ai documenti amministrativi e all’ordine dei medici.

 

(intervista MACCHIAROLA)

 

(intervista CAPOSIENA)

 

(torna...)

(home page)