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Assange e Wikileaks


(Verità e Libertà)

 

«...conoscerete la verità e la verità vi farà liberi».

Giovanni 8:32

 

 

 "L'accerchiamento internazionale ha avuto per fortuna successo" afferma il nostro Ministro degli Esteri che aggiunge: "sia interrogato e sia processato... non solo per stupro ma anche per gli altri reati che ha compiuto mettendo a rischio la sicurezza di molte nazioni", mentre Londra ne nega la libertà su cauzione per il possibile pericolo di fuga.

 

Si tratta naturalmente dell'uomo del giorno, Julian Assange, (che potrebbe meritare l'ultima copertina del Times di quest'anno) e della documentazione pubblicata sul sito Wikileaks che, svelando le note e le veline americane (o sarebbe più giusto chiamarli pizzini?) mette a nudo la ipocrisia dei "buoni" rapporti internazionali e i suoi "segreti" che poi (e però), a detta di tutti, erano già più o meno ampiamente noti tanto da non poter rivestire la caratteristica di rivelazioni esplosive.

Strane quelle parole del Ministro Frattini e strana decisione quella del tribunale di Londra, capitale della patria dell' habeas corpus, visto che Julian Assange non è stato catturato ma si è consegnato spontaneamente alla polizia e che per gli altri "reati" in ipotesi non si è riusciti a trovare occasione per giustificare l'emissione di un mandato di cattura quand'anche "nazionale"; strane le parole di Frattini che "si augura" che questi venga interrogato, a memento per la polizia londinese e, a monito per il magistrato, che venga "processato" per l'infamante reato di stupro omettendo, diplomaticamente, che tale reato sarebbe consistito in uno o due rapporti sessuali "non protetti" per l'assenza o la rottura del profilattico ovvero del Condom, come dice il Papa; strana la decisione del giudice londinese che non concede la libertà provvisoria per il sospetto che questo "criminale", dopo essersi costituito spontaneamente, possa tentare la fuga (!).

 

Se questo accadesse in Cina, l'Occidente gli darebbe qualche premio Nobel e griderebbe allo scandalo con manifestazioni inneggianti alla libertà di stampa e di parola, a riprova che il Potere - di qualsiasi ideologia - non accetta di essere attaccato o di essere messo in discussione indipendentemente dalla longitudine geografica e dal colore che contrassegna su un mappamondo i confini dei singoli Stati e che le nostre democrazie non si differenziano poi tanto da regimi che vengono definiti totalitari.

 

Visto che non siamo in presenza di violazioni di segreti di Stato - in quanto pare che ai "pizzini" apparsi su Wikileaks avessero accesso oltre due milioni di persone tra funzionari e impiegati nella diplomazia americana e dintorni -, è strano che in Italia, dove da anni si reclama che venga tolto il segreto di Stato che copre le stragi da Piazza Fontana in poi, non si assista a manifestazioni a favore di Julian Assange, paladino della verità e, quindi, della libertà, quando afferma che un Governo non può mentire al popolo di cui è mero rappresentante. 


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aggiornamento del 9 dic. 2010
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