PALAZZO LOPS
SISTEMA URBANO E RAPPORTI AMBIENTALI L’affaccio sulla piazzetta antistante la Chiesa di San Nicola ha certamente influito sulla morfologia architettonica imposta al palazzo. Dalla sua planimetria si può notare, infatti, come il lato che prospetta sulla piazzetta è più stretto degli altri due e presenta due angoli con piatti cantonali in modo da lasciare libera la visuale della Chiesa, che viene così notata anche dalla lunga strada, Via Angelo Fraccacreta, che conduce alla Chiesa di San Severino e all’ex-Monastero dei Celestini. Con la sua posizione su una delle principali strade del nucleo antico della città, il palazzo si inserisce nel largo di San Nicola, stabilendo un rapporto armonico con l’importante edificio chiesastico per cui, non a caso, la decorazione è estesa su tutti i lati.
sanseveropuntoit, 20 ottobre 2026
“SAN SEVERO 2000”
IL CD-ROM
DESCRIZIONE del Palazzo LOPS Il palazzo si affaccia su tre strade. Un lato prospetta sul piccolo largo San Nicola, di fronte alla Chiesa da cui la piccola piazza prende il nome, una delle quattro parrocchie più antiche di San Severo mentre il prospetto principale si affaccia su Via Angelo Fraccacreta. Il portale di ingresso ad arco a tutto sesto è sormontato da uno stemma raffigurante un papiro in pietra con una conchiglia al centro e, a fianco, si apre un portale leggermente arcuato. Al primo piano si trovano due finestre con verone, sormontate da timpano triangolare con due testine di angeli che occupano il posto dei capitelli nelle lesene laterali. La parete che guarda la chiesa di San Nicola presenta anch’essa due portali al piano terreno, uno lievemente arcuato e l’altro ad arco a pieno sesto, di maggiore dimensione rispetto agli altri ingressi per consentire, probabilmente, il transito della carrozze che erano depositate nel locale relativo. Al piano superiore troviamo analoghe finestre con verone, a timpano mistilineo , uno dei quali ha la balaustra panciuta con mensola modanata . Al centro del timpano dell’altra apertura torna il semplice motivo della testina d’angelo. Sulla parete in Via Lucchino, dove un portoncino funge da ingresso di servizio, le finestre hanno, invece, una disposizione asimmetrica rispetto alle aperture delle altre due pareti. Le aperture al primo piano sono a timpano triangolare lineare. La continuità lineare del cornicione abbastanza aggettante è interrotta, su tutte le facciate, da brevi lesene pensili che terminano con decorazioni a volute presenti anche nelle Chiese e su altri palazzi della città, sia pure con composizioni un po’ diverse. Ai piatti cantonali del palazzo sono addossate due lesene ad alto basamento , culminanti in un capitello composito, che attraversano verticalmente tutta l’altezza della parete. L’interno del palazzo è stato completamente ristrutturato, tranne l’ingresso che è rimasto invariato e si presenta con una volta a crociera lunettata , ad angoli sfalsati, che poggia su mensole modanate . Il pianerottolo delle scale, a due rampe, presenta anch’esso una piccola volta a crociera con due lunette . La seconda rampa che porta al primo piano è coperta con volta a botte. Al termine delle scale, sul secondo pianerottolo, è posta un colonnina litica scolpita con fregi a rilievo sulla pietra. A tale colonnina veniva con ogni probabilità fissata una fune che consentiva l’apertura della porta d’ingresso, prima dell’avvento dell’elettricità. Il secondo pianerottolo prima del restauro era un pozzo di luce, ora coperto da un lanternino. *
(foto Tota) (foto Tota) (foto Pisante) (foto Tota) (foto Pisante) (foto Pisante)
(foto Pisante)