SISTEMA URBANO E RAPPORTI AMBIENTALI Il palazzo insiste su una delle zone più antiche della città, offrendo il prospetto su Via Angelo Fraccacreta mentre il lato sinistro sporge sulla stretta Via San Donato e la facciata posteriore su Via Formile. Molto vicina è la Chiesa di San Nicola da dove il palazzo è visibile. A pochi passi, sul lato opposto, è anche l’antica e prestigioa Parrocchia di San Severino. Approfondimento Sulla stessa strada sporgevano anche altri palazzi del secolo, tra cui una delle “case palazziate” della nobile famiglia Summantico, oggi estinta, formante il “triangolo” di Largo San Donato”, il Palazzo Marano e la casa propria palazziata di don Giacomo Pazienza, ora Fraccacreta, che nel 1758 è descritta nel libro    dello    stato    delle    anime della Chiesa di San Severino come ubicata “dirimpetto al Campanile della Chiesa”. Il prospetto laterale, visibile anch’esso dalla Chiesa di San Nicola, presenta alcuni particolari decorativi, che si notano anche sulla parete principale, come le brevi lesene con le decorazioni alla base. L’affaccio su Via Angelo Fraccacreta giustifica, comunque, le ornamentazioni sul prospetto antistante la strada e denuncia l'importanza della famiglia anche su questo spazio urbano molto importante in passato.
IL CD-ROM
“SAN SEVERO 2000”
sanseveropuntoit, 20 ottobre 2026
PALAZZO DE PETRIS
DESCRIZIONE del Palazzo DE PETRIS L’edificio presenta tre lati di cui quello principale sporge su Via Angelo Fraccacreta con tre portali ad arco a pieno sesto in pietra. Quello centrale indica l’ingresso al palazzo. Al primo piano, tre aperture con verone a forma convessa sono perfettamente in asse con i portali del piano terreno. Le tre finestre presentano una elegante cornice mistilinea ondulata in pietra con fregi incisi sugli stipiti e decorazione litica anche al centro dell’ architrave . L'apertura centrale possiede inoltre un timpano spezzato che include uno stemma appartenente, senza dubbio, al committente del palazzo. Le altre due pareti sono munite di una sequenza di finestre tagliate semplicemente nella parete in basso e sormontate da un semplice timpano lineare nella parete al primo piano con cornicione alto non molto sporgente. Tra un'apertura e l’altra scende una leggera decorazione “a cartoccio”. I due angoli del palazzo sono rinforzati da lunghe lesene a spigoli vivi che mettono in evidenza il termine della costruzione palazziale. L’androne di ingresso è ricoperto da una volta a botte lunettata interrotta nella sua continuità da archi depressi sostenuti da pilastri con mensola . Proseguendo, vi è un piccolo pozzo luce seguito, quindi, da un altro breve androne, con volta a botte delimitata da archi depressi, da cui parte la scala di accesso al piano superiore coperta, anch’essa, da una volta a botte lunettata e specchiatura modanata al centro. L'interno del primo piano è stato completamente ristrutturato in funzione dell’uso attuale. STEMMI Sul prospetto principale, nel timpano della finestra centrale, è presente uno stemma in buone condizioni, senza dubbio appartenente alla famiglia de Petris, committente del palazzo, che raffigura una colomba su di un monte e tre stelle ed è sormontato da una corona. *
(foto Tota) (foto Tota) (foto Tota) (foto Pisante) (foto Tota)