SISTEMA URBANO E RAPPORTI AMBIENTALI Il prospetto principale sporge su Via Umberto Fraccacreta, già strada Palmento, ed il retro sul Vico Trapezio. Il vecchio palazzo si affianca, sul lato sinistro, al palazzo Moffa, altro grande complesso palazziale del primo Settecento con un cortile sul retro. Approfondimento Sia il portale di ingresso alla casa che quello del cortile sono a semplice arco a pieno sesto in pietra. L'entrata all’edificio comprende un androne di forma quadrata con volta a botte lunettata e mensole rampanti. Sul pianerottolo c'era un pozzo luce ora chiuso. A sinistra del pianerottolo si accedeva nella grande sala che si potrebbe chiamare di rappresentanza, come nei palazzi napoletani. L’entrata del palazzo è simile perciò al palazzo Marano, oggi Lops. Un edificio costruito per soddisfare le esigenze di professionisti locali senza le pretese di grandezza e la necessità di intimorire l’ospite che si percepisce nei maestosi ingressi dei palazzi di Lembo, del Pozzo, del Sordo, ecc. A destra, invece, il vasto complesso architettonico confina con il palazzo Mascia che, nel libro   dello   stato   delle   anime del 1836 risulta abitato dal proprietario Simone Mascia con la moglie Carolina Antonacci e cinque figli ed è ancora oggi abitato dai signori Mascia. Palazzo Mascia L’intero complesso abitativo, formato dalle tre case palazziali, sorge nella seconda zona di espansione della città (la prima è quella al centro di San Severo, dominata dal Palazzo Celestini) sviluppatasi dopo il terremoto del 1627. Il luogo dove sono siti i palazzi non è mai stato centro di affari ma zona residenziale. Gli edifici si sviluppano maggiormente in lunghezza che in altezza sia per motivi di sicurezza dopo il terremoto del Seicento, sia per motivi urbanistici, .essendo le strade su cui si affacciano piuttosto strette.
PALAZZI DEL SORDO
sanseveropuntoit, 20 ottobre 2026
“SAN SEVERO 2000”
IL CD-ROM
DESCRIZIONE dei Palazzi DEL SORDO L'ampio complesso palazziale si apre alla strada con tre lati di cui uno soltanto è, però, quello rappresentativo e principale. Gli altri due si affacciano su vicoli stretti ed angusti, occupati da finestre di diverse forme e dimensioni, che vanno da finestre lobate ad aperture con verone di forma rettangolare, prive di qualsiasi decorazione. Il prospetto principale presenta cinque aperture sia al primo piano che al piano terreno. Le due finestre con verone a forma convessa sono sormontate da timpani mistilinei spezzati, uno di forma diversa dall'altro e quello soprastante il portale di ingresso include una conchiglia al centro. Delle cinque aperture, quattro hanno gli stipiti in pietra, ornati di fregi e motivi vegetali, scolpiti a bassorilievo . Dei quattro portali a pieno tondo, due, di grosse dimensioni, recano uno stemma decorativo al centro, mentre quello di ingresso reca incise sullo stemma le iniziali del proprietario committente. Ai due grandi portali corrispondono, al primo piano, le finestre con verone. Tra una apertura e l’altra una decorazione segna il termine della breve lesena che scende dal cornicione , motivo, questo, presente in tanti altri edifici dell'epoca. L’androne di ingresso è ricoperto da due volte a botte lunettate a diversi livelli di altezza. Le due volte comprendono ciascuna al centro, un dipinto ad affresco raffigurante, l’uno, la santissima Madre di Dio che calpesta il serpente, l’altro, un drago. L’atrio è molto ampio e vi si affacciano varie finestre, con o senza verone, con timpani diversi. Attraverso una rampa di scale, a destra dell’atrio, si accede al primo piano. Anche il pianerottolo è coperto da volta a botte ogivale decorata con specchiature modanate . A sinistra dell’atrio è visibile un colonnato che sostiene una loggia ; probabile costruzione più tarda come, d’altronde, altre parti dell’atrio dove sono frequenti episodi di restauri successivi, di rabberci e accomodamenti anche recentissimi. Da un locale, con ingresso nell’atrio, coperto con volta a crociera sfalsata, si accede all’ampio giardino con le aiuole circoscritte da mattonelle in terracotta con disegni floreali incisi. Il giardino, comprendente anche un pozzo di forma ottagonale in pietra, simile al pozzo presente nel giardino dell’ex- Convento dei Celestini (ora Municipio) del XVIII secolo, è circondato da finestre che danno luce alle ampie sale interne, coperte a vela, con l’imposta che termina a triangolo o a trapezio e decorate a fresco. Una delle sale ospita la Cappella del palazzo. Altre stanze presentano volte a padiglione di forma rettangolare o quadrata, anche dipinte. Il giardino è delimitato su un lato dall’altro fabbricato che si affaccia alla strada principale con due portali ad archi a tutto sesto e due aperture con verone a forma panciuta e timpano mistilineo spezzato, oltre una stretta finestra murata di cui si nota il timpano lineare ed il davanzale a destra del secondo portale, confinante col palazzo Mascia. Questo edificio è più alto dell'altro e presenta anch’esso le brevi lesene sul cornicione , sebbene prive di decorazioni. *
(foto Pisante) (foto Pisante) (foto Tota) (foto Pisante) (foto Pisante) (foto Pisante) (foto Pisante) (foto Pisante)