Lufficiochenoncè  Il TENTATIVO OBBLIGATORIO DI CONCILIAZIONE E LETTERA A VELIA     Avevo nel frattempo scoperto che per poter procedere giudizialmente davanti al Giudice del Lavoro contro la persecuzione in atto nei miei confronti, avrei dovuto preliminarmente esperire, come previsto dal contratto di lavoro, il tentativo di conciliazione presso la Commisione Provinciale di Conciliazione istituita  presso l’Ufficio Provinciale di Lavoro di Foggia. Questa mia richiesta di conciliazione, non riguardava i singoli procedimenti avviati con le due contestazioni  di addebito ricevute fino a quel momento: quella riferita al “cavallo di Troia” in data 4 luglio e un’altra, in data 30 luglio 2001, ricevuta con lettera raccomandata, di cui, tuttavia non sono riuscito a trovare traccia tra le mie carte, per quanto la trovi elencata in un brogliaccio, una specie di indice,  che mi sono ‘costruito’ nel corso degli anni per tenere conto della corrispondenza tenuta col Comune e gli altri Enti a cui ho scritto per riferire della mia questione. Posso, comunque, facilmente desumere che riguardasse la mancata presa di servizio presso il comando dei vigili urbani. Per tali contestazioni dovevo ancora essere sentito dal responsabile dei procedimenti disciplinari comunale e rimanevano, quindi in attesa di tale espletamento e che tornassi in servizio.        Lettera a Velia    In quel periodo ebbi modo di esternare il mio scontento con la signora Assunta Facchini, vedova  di Raffaele Iacovino, che avevo avuto modo di conoscere quelle volte che mi ero recato a casa sua per concordare quale dei testi, suoi e del marito, potevo utilizzare per inserirli nel CD-Rom San Severo 2000. Mi sembrò addolorata di quanto mi era accaduto e, nell’esternarmi la sua solidarietà, mi disse che avrei potuto contattare la figlia Velia che lavorava presso un nota Agenzia giornalistica, di quelle che forniscono i giornali di notizie, la quale avrebbe potuto certamente aiutarmi a dare risalto e fare da eco a quanto mi era accaduto. Mi dette, quindi, l’indirizzo internet al quale avrei potuto scrivere, promettendomi che da parte sua si sarebbe fatta carico di sollecitare l’interesse della figlia per la mia questione ma che, comunque era meglio che fossi io stesso a esporle la cosa. Se dovessi contare tutte le volte che ho scritto ai giornali per ottenere la loro attenzione e perché si assumessero il compito di farne eco alla opinione pubblica, mi troverei nella condizione di quel millepiedi che, nel contare tutte le sue zampette per rendersi conto di come fosse capace di muoverle tutte insieme, cadde in un fosso e non fu più capace di muoversi. Per questo motivo, a dimostrazione della mia indefettibile superbia di bruco, mi sento ancora in colpa per avere inviato, in questi giorni e ancora senza esito, a diverse testate giornalistiche di San Severo e della Provincia di Foggia, la notizia della mia denuncia contro il sindaco di San Severo, Francesco Miglio, per non aver ottemperato alla mia richiesta di residenza.      Non ancora deluso nei miei tentativi e pieno di una fiducia infantile, scrissi allora a Velia Iacovino inviandole, in allegato, la seconda e la terza denuncia tanto inutilmente presentate ai Carabinieri e alla Procura.        Niente da fare. Il bruco ricadeva immancabilmente nel fosso a contarsi le zampe e, io, a  fare i conti col mio martirio.   Incontrai successivamente la vedova Iacovino e le dissi che avevo seguito il suo consiglio ma senza riceverne risposta. Si strinse nelle spalle e il mio “buonismo del piffero” mi impedì di aggiungere altro, come avevo fatto con quel cosiddetto giornalista della Gazzetta del Meridione, come ho fatto con Michele Monaco e come ho fatto, in seguito, col sindaco Giuliani, con Luigi Cologno e con tanti altri di cui mi riservo di fare menzione.  A che serve rimproverare persone che dimostrano di non avere rispetto di se stessi non avendone verso il proprio prossimo? “Hai una banana nell’orecchio!” Un’intera città ne aveva le orecchie piene!    Nei giorni successivi, mi fu recapitata una ulteriore comunicazione da parte di Mario Carlino, con la quale, a seguito della mia mancata presentazione alle convocazioni precedenti, venivo nuovamente convocato per rispondere degli addebiti che mi erano stati fin lì contestati. sanseveropuntoit, 10 agosto 2023 La musica del sito
Capitolo TREDICESIMO L’UFFICIO CHE NON C’E’
continua indietro 16 settembre 2001 Richiesta Conciliazione (Cfr. il FUORISACCO su questo sito). 17 settembre 2001 Lettera a Velia 19 settembre 2001 Riconvocazione per addebiti