Lufficiochenoncè  IL SIGNOR 10 PER CENTO    Disorientato? Confuso? Stordito?   Non saprei mai ricordare esattamente quei giorni. Tra l’altro, mentre mi sentivo al sicuro sul piano civile e amministrativo, ero del tutto a digiuno delle procedure penali e incapace di districarmi in quel campo. La lontananza, poi, dal Comune  con il mio restare in malattia approfittando dei ricoveri in Day Hospital, contribuiva ad aumentare la mia incertezza, la mia confusione; non avevo più la percezione della realtà effettiva che si svolgeva alle mie spalle, delle voci che venivano diffuse a mio discredito. Non che mi impedissi di andare sul Comune.  Ma sentivo di essere ormai un estraneo, un fuori casta, rigettato ed avulso dal contesto, anche quando incontravo in piazza delle persone conosciute nel corso della mia attività, percependo che anche da parte loro si viveva un senso di fastidio ad intrattenersi con me, come se facessero tutti parte di quella assurda ragnatela in cui mi trovavo impantanato. Avevo quasi vergogna a farmi vedere in giro, sentendomi additato, sotto accusa, disprezzato. Ci fu addirittura una volta in cui, dopo essermi seduto a parlare con il centralinista del Comune, nella stanzetta appena all’ingresso, sulla sinistra del portone principale, questi, affetto da paraplegia, una volta mi disse che, era stato messo in guardia da alcuni colleghi che gli avevano detto”Ma perché parli con quello là? Stai attento!”    Un giorno avevo incontrato la moglie di Cologno.   Era la prima volta che la vedevo da  quando ero stato invitato dal marito per decidere in maniera più discreta in che modo fronteggiare l’attacco al ruolo rivestito; quella che un anno prima passeggiava davanti al mio ufficio attendendo che il marito terminasse di concordare con me la lettera che poi l’aveva ristabilito nel ruolo di Direttore Generale; quella che, mesi prima, aveva insistito perché rimanessi a cena con loro dopo essermi preso l’impegno ad evitargli un atto deliberativo che lo avrebbe infangato. Vedendola arrivare da lontano, mi disposi ad incrociarla con un sorriso e quando l’ebbi di fronte mi fermai e, credendo di avere parole di sostegno a sciogliere il livore che mi sentivo addosso, le dissi: “Signora! Ma ha saputo che cosa mi è successo? Cosa mi hanno fatto?” Al che lei rispose con tono secco: “Ma se tu cacciavi le persone dal tuo ufficio, cosa potevi aspettarti?” Ne rimasi così ferito da non sapere pronunciare una parola ma, per quanto offeso, invece di ricordarle che ero in quella situazione per aver difeso suo marito, riuscii solo a dirle: “Ma mica è vero!” “Beh!” mi rispose. “È questo quello che si dice in giro!”    L’unica consolazione mi veniva da quegli sporadici incontri con mia moglie quelle poche volte che mi fece compagnia venendo a Foggia con me e una volta, tanto amareggiato da quell’episodio, le raccontai del dialogo con la signora Cologno e la mia stupida risposta. “Dovevi risponderle invece” mi disse mia moglie “che anche di suo marito si diceva in giro che fosse il signor 10 per cento! Ma mica è vero!”    Una volta, lamentandomi, tempo dopo, con Carolina Tricarico della persistenza di quella persecuzione indefessa di cui ero fatto oggetto, lei mi disse: “Non possono perdonarti di aver evitato a Cologno la delibera che gli avevano preparato per farlo fuori con infamia”. sanseveropuntoit, 10 agosto 2023 La musica del sito
Capitolo TREDICESIMO L’UFFICIO CHE NON C’E’
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