LIBRO DELLO STATO DELLE ANIME
Registro
di
censimento
da
compilarsi
ogni
anno
dai
parroci
nell’ambito
della
loro
giurisdizione.
La
tenuta
dei
libri
dello
“Stato
delle
anime”
fu
resa
obbligatoria
dal
papa
Paolo
V
nel
1614
a
scopo
esclusivamente
religioso
per
rispondere
all’esigenza
di
controllo
dell’osservanza
del precetto pasquale da parte della popolazione.
Per
ogni
strada
si
annotava
il
domicilio
dei
residenti
e
i
dati
anagrafici
della
famiglia
o
delle
famiglie
coabitanti,
con
la
possibilità,
a
volte,
di
leggervi
anche
osservazioni
di
carattere
economico
e
sociale,
quali
l’indicazione
dei
mestieri
o
professioni,
la
presenza
di
“famula”
(domestici),
la
proprietà
della
casa
(propria,
dotale,
in
fitto).
Per
quanto
riguarda
il
domicilio,
è
da
precisare
che
i
numeri
civici
compaiono
solo
dopo
il
1812
e
l’assegnazione
di
questi
era
progressiva,
prima
su
un
lato
e poi, a seguire, sull’altro.