SISTEMA URBANO E RAPPORTI AMBIENTALI Il palazzo prospetta sul Corso Vittorio Emanuele II, già strada San Lorenzo, chiamata così perché porta all’ex Convento delle Benedettine con l’annessa Chiesa di San Lorenzo. L’altro “stretto” prospetto si affaccia su di un largo, incrocio di tre vie importanti nell’antichità: strada delle Orfane, ora Matteo Fraccacreta, strada di Porta Apricena e strada Maestra San Lorenzo, oggi Via Imbriani. La posizione dell’edificio è di assoluto prestigio, in quanto ubicato nella zona centrale del nucleo antico, e gode di duplice privilegio con l’affaccio su uno dei corsi più importanti, che porta anche alla piazza principale del paese, cioè alla attuale Piazza Municipio, e con la veduta di tre importanti strade. Il panorama che si può, infatti, ammirare dal verone che dà sullo slargo è maestoso: si osserva il prospetto della chiesa Benedettina con le sue ricche decorazioni sull’andamento curvilineo, appena accennato, della parete e l’elegante decorazione, esistente già nel Settecento, del palazzo della famiglia Croce, anch’essa costituita da “mercanti”, a sinistra verso lo sbocco di Porta Apricena.
IL CD-ROM
“SAN SEVERO 2000”
sanseveropuntoit, 20 ottobre 2026
PALAZZO CAVALIERE
DESCRIZIONE del Palazzo CAVALIERE Il palazzo si affaccia su tre strade, di cui due principali. La strada che ospita il portale di ingresso è la stessa su cui sporge il palazzo di Lembo. Su questo prospetto, ad ogni antica apertura al piano terreno corrisponde una finestra od un’apertura con verone al primo piano, il quale presenta quattro aperture con verone e cinque finestre tutte con cornice lineare e timpano mistilineo con al centro una conchiglia. Un gioco alterno ravviva la parete superiore. Dall’alto cornicione aggettante scende una breve lesena che termina sul semicerchio del timpano mentre, ai lati del semicerchio, una voluta a spirale poggia sulla cornice lineare del timpano riempiendo lo spazio tra il cornicione   e la mensola del timpano . La decorazione della spirale si ripete in modo alterno sulle aperture. Il davanzale di ogni finestra comprende due mensole rampanti frequenti nell’architettura del Settecento a San Severo, come nel palazzo dei RR.PP. Celestini e nel palazzo Masciocchi (di cui è rimasta intatta una piccola parte in Via San Tommaso) dove questo tipo di mensole è presente sotto i veroni. Il piano terreno è caratterizzato da portali con cornice a profilo lobato mistilineo , sia sull’ estradosso che nell’ intradosso . Il portale di ingresso presenta l’ architrave di forma mistilinea trapezoidale in pietra con al centro lo stemma. Su ciascun lato del portale è addossata una lesena col capitello decorato con un motivo "capriccioso” e, sopra, le mensole che sostengono il verone di forma rettangolare. La parete che sporge su Via Matteo Fraccacreta è divisa simmetricamente. Al piano terreno si nota, al centro, il portale con arco a pieno sesto in pietra e, ai lati, due finestre con cornici a profilo lineare. Il piano superiore è caratterizzato da un solo verone che abbraccia due aperture uguali, nel cornicione , alle aperture della facciata principale. I due cantonali smussati al piano terreno sono affiancati da lesene a fascio culminanti in una cornice aggettante che interessa solo i due angoli. Al primo piano, invece, gli angoli sono a spigolo retto, definiti da lesene a fascio. Un cornicione circonda l’edificio e sottolinea il limite della costruzione che si distende molto più in lunghezza che in altezza. In vico Cicorielle si affaccia l’altro lato lungo del palazzo caratterizzato da una teoria di finestre, in tutto sei, interrotta da qualche apertura con verone (in tutto tre). Delle sei finestre, le prime tre, quelle, cioè, all’inizio della stretta via, comprendono una ricca decorazione a fabbrica sulla trabeazione : voluta al lato dello stipite , scanalature con pendenti a coda di rondine sull’ architrave , timpano mistilineo con conchiglia al centro. Le altre aperture sono, invece, prive di decorazioni e tutto è a fabbrica tranne il davanzale che è in pietra. L’androne d’ingresso è coperto da una volta a botte lunettata come nella maggior parte dei palazzi settecenteschi di San Severo, con al centro una specchiatura modanata . Su ciascuna parete laterale, delimitata superiormente dalla lunetta centrale, si apriva una porta, ora chiusa, e, sopra ciascuna di esse, è tuttora presente un piccolo riquadro a cornice modanata che racchiudeva la destinazione dei rispettivi locali. Dopo l’androne, l’atrio è animato da un loggiato con volta a vela delimitata da quattro archi rampanti e da un arco a sesto ribassato. In corrispondenza, al piano terra, un altro arco ellittico delimita anch’esso una volta a vela, compresa tra quattro archi . Dall’ arco di sinistra si accede agli scantinati e dall’ arco di destra alle scale che conducono al piano superiore. Il pianerottolo è coperto da due volte a vela come avviene per gli scantinati, ma qui le vele sono rivestite di intonaco e profilate di modanature con specchiatura al centro che ripete il tracciato della vela. Le sale interne del primo piano hanno subito vari interventi di ristrutturazione, specialmente nelle volte. E’ ancora esistente, però, un lungo corridoio con volta a botte, una sala con volta a vela rettangolare dipinta e decorata da una conchiglia ai quattro lati delle imposte ed, infine, una sala dalla volta a padiglione con dipinti del 1860. STEMMI Sul portale di ingresso è posto lo stemma, probabilmente appartenente alla famiglia del Pozzo, raffigurante due leoni rampanti ad una colonnina (o ad un pozzo), un bovino e tre stelle, il tutto sormontato da una corona. *
Palazzo Masciocchi (fotoPisante)
(foto Pisante) (foto Tota) (foto Tota) (foto Pisante) (foto Pisante) (foto Pisante) (foto Pisante)
(foto Pisante) (foto Pisante) (foto Tota) (foto Tota)