L’edificio,
a
differenza
di
altre
costruzioni
dell’epoca,
si
presenta
di
altezza
più
ridotta
e
con
i
veroni
posti
al
di
sotto
della
cornice
marcapiano
che, invece, è a livello dei davanzali delle finestre.
Confronto
Le
ricche
decorazioni
presenti
sulle
due
pareti
esterne,
sulle
volte
delle
scale
e
nelle
sale
interne,
trovano
accordanza
nel
tipo
di
decorazione
parietale
che
ricopre
il
palazzo
abbaziale
di
Loreto
ad
Avellino
di
Domenico
Antonio
Vaccaro
,
della
prima
metà
del
‘700,
ed
a
Napoli
nel
palazzo
Fernandes
decorato
anch’esso
riccamente.
L’omogeneo
colore
chiaro,
che
ricopre
sia
le
pareti
che
le
varie
ornamentazioni,
crea
una
vibrazione
sottile
tra
vuoti
e
pieni
provocando
così,
specialmente
all’esterno,
una
sensazione
dinamica
e
insieme
cristallina
della
parete
che,
anche
se
piatta,
con
la
messa
in
scena
delle
decorazioni
partecipa al dinamismo della piazza antistante.
Approfondimento
I
due
veroni
che
costeggiano
l’angolo
formavano
un
solo
balcone
che
si
affacciava
sulle
due
strade
abbracciando
l’angolo
ma,
per
motivi
tecnici
(il
peso
della
balaustra
in
pietra
aveva
reso
pericolante
questo
lato
del
palazzo),
la
mensola
fu tagliata e furono creati i due veroni.
Il
secondo
piano
è
un’aggiunta
posteriore
della
costruzione
del palazzo.
L’edificio
originariamente
era
di
proprietà
della
famiglia
de
Ambrosio.
Questo
ramo,
ora
estinto,
era
rappresentato
da
proprietari
terrieri,
come
significativamente
lascia
intendere
lo
stemma
impresso
sotto
la
volta
dell’ingresso
originario
del
palazzo
che
rappresenta
spighe
di
grano
osservate da due leoni rampanti ai lati di una colonna e da una mezza luna.
I
de
Ambrosio
mercanteggiavano
in
grano,
di
cui
erano
diretti
produttori,
e
l’esigenza,
tipica
del
mercante
e
possidente,
di
esternare
la
ricchezza
sembra
essere alla base di questo loro palazzo al centro della città.
Le
sue
ricche
e
signorili
decorazioni
sono
visibili
sin
dall’attuale
piazza
della
Repubblica
dove
si
trova
la
Chiesa
della
SS.Trinità
dei
Padri
Celestini,
da sempre centro della vita civile della città.
Il
palazzo
potrebbe
essere
il
risultato
di
un
intervento
di
restauro
di
fine
settecento
operato
su
di
una
costruzione
di
epoca
anteriore
al
terremoto
del
1627.
Approfondimento
L’aspetto
del
nucleo
più
antico
è
riconoscibile
sulla
facciata
in
vico
Tribunali
e,
escludendo
i
rivestimenti
posteriori,
anche
negli
elementi
delle
facciate
principali
quali
le
finestre
rettangolari e semplicemente profilate.
Confronto
Una
aggiunta
della
fine
del
‘700
deve
essere
anche
il
balconcino
al
primo
piano
che
dà
sull’atrio,
con
il
timpano
triangolare
ondulato
identico
a
quelli
che
sovrastano
alcune
finestre
settecentesche
dell’ex
Orfanotrofio
di
San
Severo,
già
convento
dei Francescani.
L’ipotesi
di
un
restauro
tardo
del
palazzo
sarebbe
avvalorata
dal
matrimonio
tra
Giovanni
de
Ambrosio
e
donna
Colomba
Galiani,
di
Raimondo
e
Maria
Teresa
del
Bianco
di
Foggia,
avvenuto
l’8.3.1802.
Com’è
noto,
un
matrimonio
prestigioso
è
spesso
una
occasione per il rinnovo della dimora del nobile.
VICENDE COSTRUTTIVE. NOTIZIE STORICO-CRITICHE
IL CD-ROM
“SAN SEVERO 2000”
sanseveropuntoit, 20 ottobre 20266
PALAZZO GIULIANI
Domenico Antonio VACCARO
(1681 ca. –1750 ca.)
Scultore,
pittore
e
architetto,
figlio
d’arte
di
Lorenzo.
E’
l’autore
di
molte
chiese
di
Napoli,
nonché
di
pitture
e
statue di soggetto sacro.
Capel BOND (1730-1790)
Concerto n. 1 in Re maggiore per
tromba e archi - 01. Con spirito