La famiglia Rispoli ha commissionato il palazzo nel 1781. Confronto La scansione della facciata in lesene , decorate in modo semplice, richiama un motivo presente nelle pareti che circondano l’ampio chiostro del convento dei Padri Conventuali (ora Orfanotrofio), e nella facciata del Palazzo Ricciardelli (nel ‘700 di proprietà della famiglia del Sordo), in Via Soccorso. Il timpano mistilineo spezzato ospita al centro la conchiglia come in alcuni palazzi della città di Foggia, per esempio nei palazzi Pepe e Buongiorno, ed anche in edifici di San Severo, per esempio nel palazzo di Don Carlo del Sordo in Via Umberto Fraccacreta dove, però, la decorazione appare più spontanea. Invece nel palazzo Rispoli l’intero fastigio della finestra, sia pure elegante, è più sobrio e contenuto. I due portali , quello d’ingresso e quello murato, sono simili al portale d’ingresso dell’ex palazzo vescovile in Via Roma, oggi abitazione privata della famiglia d’Amico, con le basi dell’ arco a bugne prismatiche e le piccole volute che, circondando l’ arco , lo rendono partecipe di un dinamismo, marcato anche dalla presenza di un ricco stemma decorativo al suo centro. Alcuni particolari denunciano la fase tarda di costruzione. Qui, infatti, scompaiono i grossi portali , i veroni a forma panciuta ingombranti, le pareti arricchite di specchiature decorative presenti, ad esempio, nel palazzo de Ambrosio Giuliani. Tutto, insomma, qui diventa più funzionale, tutto è a misura d’uomo e le decorazioni esistenti rivelano maggior compattezza ed eleganza. L’edificio è stato completamente ristrutturato qualche anno fa, per ospitare uffici ed abitazioni civili per cui non è consentito avanzare nessuna ipotesi sull’interno e sul cortile.
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sanseveropuntoit, 20 ottobre 2026
PALAZZO RISPOLI