IL CD-ROM
“SAN SEVERO 2000”
sanseveropuntoit, 20 ottobre 2026
SISTEMA URBANO E RAPPORTI AMBIENTALI L’ampio complesso del palazzo gentilizio si espone alla strada con tre lati; il prospetto principale su Via Soccorso, già via di Porta Foggia e i due laterali su vico Mazzilli e su Via Minuziano. Il quarto lato è addossato ad altre costruzioni. L'edificio sorge presso il luogo su cui nel Settecento era la porta detta di Foggia di cui i signori del Sordo, grandi possidenti terrieri detenevano la manutenzione dal 1741 al 1748. Sulla porta essi possedevano anche una stanza di comunicazione, sovrastata da una terrazza, tra questo palazzo e quello “mano sinistra quando si esce”, ora completamente ristrutturato ed appartenente ad altri proprietari. La sobrietà dell’esterno del palazzo contrasta con l’interno dove sono presenti invitanti sale riccamente ed elegantemente decorate. Probabilmente tale sobrietà all’'esterno doveva trovare riscontri negli edifici limitrofi di cui non si può nemmeno immaginare l’aspetto. Il palazzo Ricciardelli resta, quindi, unica isolata testimonianza di questa area periferica del centro urbano, nel Settecento in evidente espansione.
PALAZZO DEL SORDO
DESCRIZIONE del Palazzo DEL SORDO Il vasto complesso palazziale si affaccia alla strada su tre lati. Il prospetto principale, che si espone su Via Soccorso, presenta, al piano terra, una serie di aperture a cornice lineare e portali ad arco a pieno centro, con stemmi decorativi sulle chiavi di volta degli archi. Sul lato sinistro del prospetto, tra il piano terra ed il primo piano, due finestre ad arco corrispondono all'interno a locali usati come “mugnalini”. Al primo piano si nota una lunga teoria di finestre ed aperture con verone, dalla “chianca” in pietra, a forma convessa. Solo due veroni, in corrispondenza ai due mezzanini, hanno forma rettangolare essendo, in realtà, stati aggiunti in un’epoca posteriore al resto della costruzione, quando fu abbattuta la porta di “Foggia” che era originariamente addossata su questa parte della parete. Le aperture presentano una suggestiva varietà nella forma dei timpani , tutti mistilinei , alcuni spezzati in frammenti di triangolo, altri interi curvilinei. La facciata è scandita verticalmente da lesene ad alto basamento in pietra che attraversano tutta la parete e culminano sul cornicione composito, rendendolo così ancora più aggettante. Confronto Sotto il cornicione, le lesene presentano delle semplici decorazioni a forma rotondeggiante, simili a quelle che si notano anche sulle lesene delle pareti che circondano il giardino dell'ex-Monantero dei Padri Conventuali di San Francesco (poi Orfanotrofio) e su quelle del palazzo Rispoli anche in Via Soccorso. La parete è munita a media altezza da sette maschere portanelli in pietra. Il prospetto che dà su vico Mazzilli comprende, al primo piano, una lunga teoria di semplici finestre con timpano spezzato e, al piano terreno, una serie di portoncini con semplice cornice lineare in pietra. A conclusione di questo lato sono visibili, in alto, blocchi a fabbrica, terminanti con la caratteristica forma a tronco di cono, posti verticalmente sulla parete con probabile funzione strutturale, presenti, sia pure con qualche variante, anche in altri palazzi (palazzo Moffa, Palazzo Curtotti, ecc.). Il prospetto su Via Minuziano è costituito da tre pareti di cui solo una è in linea con le altre costruzioni che danno sulla Via Minuziano. Esse comprendono, al piano terreno, tre portali , due dei quali a semplice arco a pieno sesto a fabbrica e l'altro con cornice in pietra ad arco a tutto sesto. Un lato è riempito anche da due finestre, con arco a tutto tondo ai lati del portale, sormontate, al primo piano, da una loggia con balaustra a rombi e lobi in pietra su cui si affacciano delle aperture a timpano spezzato. Sugli altri due lati prospettano due veroni di epoca più tarda e due finestre a timpano spezzato. Al vasto complesso palazziale si accede, oltre che da altri ingressi minori, da due ingressi principali che si aprono su Via Soccorso. Il primo, con civ.125, comprende l’androne con volta a botte lunettata , un ampio “lucernario”, o atrio, per dar luce alle sale interne e la scalinata a due bracci per accedere al primo piano. Qui, in corrispondenza del pianerottolo, si apre una loggia per consentire l’affaccio del primo piano sull’atrio e che, insieme alle rampe, è coperta da volta a botte ad ogiva lunettata , delimitata da un arco depresso rampante con capitelli modanati ai lati. Sotto la loggia , al piano terreno, un uguale arco introduce alle scale il cui accesso è segnato da un arco a pieno tondo centrale, fiancheggiato da due archi minori oggi chiusi. I tre archi sono spartiti da due lesene che si curvano sotto la piccola volta a botte delimitata, anteriormente, dall' arco ellittico sottostante la loggia . L'altro ingresso, con civico 131, comprende, ugualmente, un androne con volta a botte lunettata di dimensioni minori rispetto all'altro ingresso ma reso più elegante dalle modanature rotondeggianti e profilate che circondano le lunette della volta , il rosone e gli archivolti . Dopo l’androne, l’atrio, o lucernario, appare scenograficamente delimitato sulla fronte da tre archi , uno maggiore, al centro, sormontato da un timpano triangolare e due minori. Dall’ arco di destra si accede alla scalinata che conduce al primo piano dove il pianerottolo, come nel precedente ingresso, munito di balaustra in ferro mistilineo, si affaccia sull'atrio a forma di loggia o zona di passaggio da un ingresso all'altro del piano superiore. La loggia e le scale sono coperte da volta a botte ad ogiva , con lunetta frontale che delimita una finestra e, al centro, una specchiatura romboidale innestata in un tondo modanato come motivo decorativo. Le sale interne del primo piano (alcune autentiche del XVIII secolo) sono di una eleganza raffinata e sottile veramente eccezionale a San Severo. Si va da sale con volta a botte tendenti alla ogiva , povere di decorazioni, senza intonaco e con la sola decorazione a stucco alla cornice di imposta della volta , a sale con volte riccamente ornate con cornici e specchiature a stucco formanti tipici riquadri curvilinei settecenteschi, fino ad una sala di rappresentanza, con volta a padiglione e due lunett e, una di fronte all’altra, che delimitano le due aperture con verone, rispettivamente sull’atrio dell’ingresso e su Via Soccorso. Approfondimento La volta è divisa in quattro riquadri da specchiature appena accennate che includono alternativamente le lunette e i tondi modanati . Probabilmente i due tondi dovevano originariamente incorniciare affreschi la cui presenza è dei resto molto plausibile in tutte le volte, perché, nei punti di screpolatura, si nota sotto il bianco, che oggi ricopre tutte le sale, un diverso colore. Confronto La visione nel suo insieme è di una delicata trasparenza cristallina, rara nell'area sanseverese, paragonabile, forse, solo al prospetto del palazzo de Lucretiis che dà su piazza Carmine, dove nella trabeazione della apertura centrale è posta una decorazione a volutine che pare emergere dalla parete ed espandersi nell’ampia piazza. *
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