Capitolo QUINDICESIMO L’UFFICIO CHE NON C’E’
Tale era la gravità delle dichiarazioni rese a verbale dal Carafa Fernando dinanzi a due Ufficiali di Polizia Giudiziaria demandati all’audizione che, già il giorno successivo, una argomentata ed estesa relazione di ben 12 pagine a firma del Comandante della Stazione dei Carabinieri veniva trasmessa alla Procura della Repubblica di Foggia.
UN CHIARIMENTO PRELIMINARE. In quei giorni, e potrei anche dire a quell’epoca, non avevo alcuna consapevolezza di quanto, nel bene e nel male, accadesse nel frattempo a mia insaputa. Devo, infatti, precisare ancora una volta che solo alla fine del 2004, quando ebbi la possibilità di accedere al mio fascicolo personale giacente presso la Procura della Repubblica di Foggia, ho potuto far copia della documentazione allegata. Aggiungo, inoltre che di tali atti non ho avuto né il tempo e né l’occasione di leggere il contenuto né allora né quando, successivamente, ne feci copia digitale per poterne disporre sul mio computer. Devo, quindi, precisare che, fatta eccezione per particolari esigenze di dover accedere a singoli documenti, solo adesso - nel riordino che sto facendo per inserirli ‘man mano’ e opportunamente nel racconto di questa storia quali allegati delle mie ‘‘straordinarie avventure’’ - ho avuto l’occasione e la necessità di farne una integrale lettura. °°° °°° °°°
L’ARMA SI MUOVE
Nel riprendere le sue indagini, il maresciallo Fingo, i n data 20 gennaio 2002 , av eva sentito quale testimone a verbale il dottore Carafa Fernando, il medico che, su iniziativa e induzione di Nicola Croella - medico del Cim, a sua volta sollecitato un tal senso da imprecisati ‘‘funzionari’’ del Comune - aveva firmato il certificato per il Trattamento Sanitario Obbligatorio Le dicharazioni rese dal Carafa Fernando contengono, tuttavia, una quantità di affermazioni e falsità e configurano responsabilità deontologiche e penali di estrema e assoluta gravità tali che la semplice riproduzione di detto verbale senza un articolato e ragionato commento a suo corredo da parte mia, corre il rischio di farle passare inosservate. E’ questo il motivo per cui evito di riportarlo qui e di seguito e ne rinvio l’esposizione per poter renderlo noto in separata sede con il corredo di un approfondito e puntuale esame e delle osservazioni che merita in modo da poter più largamente evidenziare le responsabilità civili e penali, del tutto preminenti rispetto a quelle deontologiche; già di per sé utili a inquadrare e definire un tale squallido e spergiuro dottore. Per questo fornisco di seguito solo un ‘ collegamento   muto ’ rinviandone l’attivazione a un prossimo Fuorisacco in preparazione.
CARAFA FERNANDO Il medico spergiuro Una vergogna per l’Ordine dei Medici
A sberleffo di quanta solerzia abbia poi avuto la Procura della Repubblica di Foggia nell’affossare negli anni a seguire le colpe e i reati evincibili in quella comunicazione di reato recante la data de 21 gennaio 2002, resta da sottolineare - in evidenza sul frontespizio di quella - la ridicola nota « A me il fascicolo. Urgente. Foggia 15.3.01 », apposta dopo un mese e seguita da una firma indecifrabile.
TRASMISSIONE DENUNCIA/QUERELA ALLA PROCURA DI fOGGIA  21 GENNAIO 2002
L’Arma si muove
sanseveropuntoit, 28 settembre 2026
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