Capitolo QUINDICESIMO
L’UFFICIO CHE NON C’E’
Mi
sentivo
in
quel
momento
del
tutto
inadeguato
a
sostenere
un
confronto
del
tutto
impari
per
cui
non
trovai
di
meglio
da
fare
che
arrendermi
a
riprendere
la
mia
assenza
dal
Comune
già
dal
giorno
successivo
facendo
ancora
una
volta
ricorso
al
Day
Hospital
e,
poi,
ad
una
certificazione
medica
di
30
giorni,
ulteriormente
prorogata
in
modo
da restare lontano dal Comune fino a tutto il 20 marzo di quell’anno.
Successivamente
a
tale
data,
dovendo
centellinare
le
assenze
per
malattia
al
fine
di
evitare
il
superamento
del
periodo
di
comporto
contrattualmente
previsto,
limitai
il
mio
ricorso
al
Day
Hospital
ad
un
solo
giorno
avendo
l’accortezza
di
usufruirne
solo
in
quelli
in
cui
era
previsto il rientro pomeridiano.
A
quest’ultima
mia
e
a
stretto
giro
di
posta,
la
Belmonte
rispondeva
nella
mattinata
successiva
disconoscendone
i
presupposti
e
ribadendo
l’assegnazione al Comando Vigili.
RIENTRO E FUGA
Il
31
gennaio
2002,
dopo
la
lunga
assenza
dal
Comune
che
ero
riuscito
a
protrarre
per
oltre
un
semestre
alternando
certificazioni
mediche
e
giorni di ferie residue, ero stato, infine, costretto a rientrare in servizio.
Non
riconoscevo
alcuna
validità
a
quanto
disposto
l’anno
precedente
dall’ordine
di
servizio
del
4
luglio
2001
che
mi
destinava
al
Comando
Vigili
Urbani.
Ritenevo,
infatti,
di
avere
le
mie
buone
ragioni
e
le
giuste
motivazioni
per
impugnarla.
C’era,
inoltre,
da
considerare
che
quella
pretestuosa
esigenza
che
lo
motivava
fosse
da
ritenersi
ormai,
dopo
oltre sei mesi, del tutto superata.
Non
avendo
alternative
tra
cui
scegliere,
in
quel
primo
giorno
di
rientro
avevo
deciso
di
pormi
a
disposizione
stabilendo
la
mia
presenza
presso
l’Ufficio
personale
facendo
presente
a
Carolina
Tricarico,
responsabile
dell’ufficio,
che
non
avevo
altra
possibilità
e
che
il
suo
era
l’unico
luogo
dove
potermi
collocare
quantomeno
per
avere
la
disponibilità
di
una
macchina
da
scrivere
per
impugnare
quell’assegnazione iniqua.
Non
dovetti
aspettare
molto
perché
ricevessi
in
quella
stessa
mattinata
un
nuovo
ordine
di
servizio
che
richiamava
quello
di
sei
mesi
prima
e
mi
intimava
di
eseguirlo
‘a
vista’.
A
questo
si
incrociava
nelle
stesse
ore
la
mia
lettera
di
richiesta
di
reintegro
nella
mia
funzione
tanto
egregiamente rivestita di Respondabile URP.