Vincenzo De Ambrosio, relativamente al dialetto, in una lettera inviata a R. Liberatore, scriveva: “Sento quello di Foggia il dialetto di un popolo molle e delicato e di un popolo austero e fiero quello di San Severo. Tutti gli altri Comuni trovansi nel mezzo di questi due opposti caratteri, e sapete essere i dialetti come i caratteri! Il dialetto sanseverese si fonda su radici italiche ed orientali e ciò è deducibile dalla pronuncia dei dittonghi.
DI SAN SEVERO
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Presentazione tratta dal libro PIATTI TIPICI DELLA CUCINA SANSEVERESE di Attilio Littera e Ciro Pistillo Nella pubblicazione di Armando Perna "San Severo e il tavoliere", edito dalla Tipografia Scolastica del Circolo Didattico di San Severo (maggio 1974, pag. 51) leggiamo: ‘‘ PIATTI TIPICI SANSEVERESI - La comunità sanseverese, essendo formata nella quasi totalità da frugali agricoltori e da laboriosi contadini, utilizza nella sua cucina tradizionale esclusivamente i prodotti della terra sia nei piatti di base che nei condimenti. Non conosce piatti elaborati, né fa uso di spezie. È una cucina semplice e genuina, come semplice e genuina è la gente dei campi. Ecco qui di seguito un elenco dei suoi piatti più caratteristici: Allodole alla cacciatora (terragnole), tirate al rosmarino; «rëcchiëtèllë» al ragù; «cëcatèllë» di grano nuovo con ragù e ricotta tosta; pancotto all'olio d'oliva locale con patate, aglio, pomodoro, cicoria di «mezzana» e «diavoletto rosso» o «pipicillo»; lumache bianche di stoppia all'olio vergine d'oliva e spicchio d'aglio; lumaconi di petraia al pomodoro fresco; «cëcatèllë» alla ruta o ai finocchietti di campo con olio d'oliva sfrigolato all'aglio e pomodoro; dolci funghi carnosi novembrini; «lampascioli» marzaioli dorati e fritti all'uovo; pizze al pomodoro o alla cipolla; «torcinelli» e pane casarreccio’ ’. Se a questo elenco aggiungessimo i piatti legati alle varie ricorrenze (Natale, Pasqua, Carnevale, Santa Lucia, ...), quelli ricordati nel volumetto di Ciro Pistillo e Attilio Littera "U tërrazzènë", edito dalla Libreria Antonio Notarangelo di San Severo (dicembre 1996) ed altri a base di legumi (fagioli, ceci, cecerchie, lenticchie, fave, piselli,), escludendo quasi completamente le carni, perché normalmente al primo piatto era affidato il compito di placare i morsi della fame, e se per ognuno di essi riuscissimo a dare tutte le informazioni necessarie, faremmo appena un lavoro di avvio verso la conoscenza delle abitudini alimentari della nostra città. Per approfondire l'argomento bisognerebbe ripercorrere i tempi remoti in cui nelle nostre terre si sono succeduti, nell'ordine, Greci, Romani, Bizantini, Longobardi, Normanni, Svevi, Angioini, Aragonesi, Francesi e Spagnoli. Non sembra il caso fare un studio particolare sulla gastronomia locale e sulle sue origini; qui di seguito ci soffermeremo su alcune ricette che caratterizzano la nostra cucina e che sono legate ai prodotti dell'agricoltura e alla tradizione locale.