Vincenzo De Ambrosio, relativamente al dialetto, in una lettera inviata a R. Liberatore, scriveva: “Sento quello di Foggia il dialetto di un popolo molle e delicato e di un popolo austero e fiero quello di San Severo. Tutti gli altri Comuni trovansi nel mezzo di questi due opposti caratteri, e sapete essere i dialetti come i caratteri! Il dialetto sanseverese si fonda su radici italiche ed orientali e ciò è deducibile dalla pronuncia dei dittonghi.
DI SAN SEVERO
CARNEVALE QUARESIMA SETTIMANA SANTA FESTA DEL SOCCORSO MADONNA DELL’OLIVETO I MORTI NATALE
Un travestimento di carnevale nei primi anni del Novecento a San Severo (Foto Crsec) Scampagnata familiare nel 1917 (Foto Crsec) La processione del Venerdì Santo, in una foto degli anni trenta, mentre la Madonna passa davanti alla chiesa del Carmine (Foto Azzeruoli) La processione del Venerdì santo in una foto di diversi anni fa. (Foto Russi) Processione in piazza Tondi Sotto lo sguardo di una gran folla di fedeli, la nera e pesante croce si frappone tra le statue di Cristo Flagellato e dell’Addolorata, impedendone l’incontro. (Foto Masselli) Sfilata di carri nella mattinata del Sabato Santo. (Foto Rotary) La mattina del sabato santo, sciolte le campane, uscivano, a cura dei muratori, i “carri pasquali” con la rappresentazione di Cristo Risorto al centro di una configurazione di fantasia. (Foto Azzeruoli) Processione in onore della Madonna del Soccorso del 1897, mentre transita nella attuale Piazza Tondi. (Foto Russi) Processione in onore della Madonna del Soccorso del 1921, mentre transita nei pressi della chiesa di San Nicola. (Foto Russi) La processione della Madonna del Soccorso in Piazza Castello, negli anni trenta. (Foto Azzeruoli) Rimane ancora viva nel 1951 l’usanza di festeggiare solennemente, nell’ultima domenica di maggio, la Madonna dell’Oliveto con una stima di circa 20.000 persone che si recano presso la chiesetta che sorge a circa 5 chilometri sulla strada di Foggia. ... Dolci che si usa preparare nel giorno della commemorazione dei defunti, detti “peperati” (puperète), fatti con farina impastata con il mosto cotto, a forma di fraticello (“zemoneke). (Foto Russi) INDIETRO AVANTI INDICE ... e come si prepara...