Sanzione per Addebito
Capitolo QUATTORDICESIMO
L’UFFICIO CHE NON C’E’
Il
29
novembre
2001
mi
fu
notificata
una
sanzione,
recante
la
data
27
novembre,
a
firma
del
Dirigente
dell’Ufficio
per
i
procedimenti
disciplinari, l’avv. Mario Carlino.
In
tale
provvedimento,
dopo
aver
richiamato
la
comunicazione
del
30
luglio
2001,
alla
quale
non
avevo
dato
riscontro,
mi
si
ricordava
che
gli
addebiti elevati con tale nota consistevano nella
a) mancata presa di servizio presso il Comando Vigli Urbani;
b) assenza ingiustificata dal servizio dal 17 al 27 luglio 2001;
c) presentazione di domanda di ferie ad un Dirigente di diverso Settore.
Si
riportavano
di
seguito
le
due
convocazioni
precedenti
e
il
fatto
che
non
mi
fossi
presentato
per
essere
udito
in
mia
difesa
per
cui,
«
ritenuto
di
non
dover
irrogare
la
sanzione
della
sospensione
del
servizio…
al
fine
di
offrire
al
dipendente
ulteriore
motivo
di
dialogo
e
di
confronto
e
di
favorire
la
sua
reintegrazione
nell’Ente
»,
mi
veniva
irrogata
la
sanzione
disciplinare della multa pari a quattro ore di retribuzione.
Ancora
mi
sobilla
quella
frase
ipocrita
e
mielosa…
‘‘u
lteriore
motivo
di
dialogo
e
di
confronto…
’’;
proprio
il
dialogo
e
il
confronto
a
cui
la
dirigenza
si
era
rifiutata
non
avendo
argomenti
da
contrappormi
ma,
per
la
cosciente
volontà
di
prevaricarmi,
disposta
a
ricorrere
a
mezzi
criminali pur di ‘‘
schacciarmi
’’.
Il
7
dicembre
mi
pervenne
la
comunicazione
del
Collegio
di
Conciliazione
con
la
quale
veniva
fissato
il
tentativo
obbligatorio
di
conciliazione in data 19 dicembre 2001.
Il
13
dicembre
2001
l’Ordine
dei
Medici
della
provincia
di
Foggia
si
ricordò
di
riscontrare
le
mie
denunce
contro
i
due
medici
comunicandomi
di
aver
‘‘iniziato
l’iter
burocratico’’
per
il
caso
da
me
denunciato con una breve nota a firma del Dott, Carmine Stallone.
In tale riscontro si fa riferimento a mie ‘‘note’’ precedenti.
Per
essere
un
riscontro
alla
prima
del
9
luglio
(cfr.
seconda
denuncia)
si
può
notare
quanto
la
sollecitudine
fosse tardiva.
Nella
seconda
citata,
del
2
novembre
2001
(cfr.
quarta
denuncia),
facevo
riferimento
«
alla
rilevanza
delle
responsabilità
penali
del
Dott.
Carafa
Fernando,
nonché
di
quelle
facenti
capo
al
medico
della
struttura
pubblica
preposta,
dott.
Croella
N.,
e
per
la
loro
connivenza
in
un
unico
disegno
criminoso
che,
coinvolgendo
l'amministrazione
della
Asl/Fgl
e
l'amministrazione
del
Comune
di
San
Severo,
pone
in
luce
un
uso
"politico"
e
mafioso
della
psichiatria
da
parte
di
medici
compiacenti
che disonorano la loro professione
».
Tale
il
senso
delle
mie
parole
da
non
essersi
potuto
esimere
l’Ordine
dei Medici della provincia di Foggia da quella precauzione di facciata.
Infatti,
se
questo
fece
allora
ben
sperare,
devo
a
tutt’oggi
denunciare
come
tale
«Corporazione»
si
sia
prestata
a
tutelare
due
spergiuri
indegni;
digiuni
di
etica
e
poveri
di
deontologia,
tanto
che,
a
onta
di
tale
Ordine,
o
‘‘Dis-ordine’’
che
sia,
valga
la
pena
di
sottolineare
come
i
due
amici
di
merenda,
il
Carafa
Fernando
e
il
Croella,
abbiano
potuto
continuare
ad
esercitare
la
loro
indegnità
professionale
grazie
al
suo
connivente
(?),
omertoso
(?),
successivo
tombale
silenzio
«corporativo»
durato, fin qui, da ventiquattro anni.