Capitolo QUINDICESIMO
L’UFFICIO CHE NON C’E’
IL COLLEGIO
DI CONCILIAZIONE
del 29 marzo 2002
Per
rendere
comprensibile
alla
lettura
e
all’esame
il
verbale
con
il
quale
si
è
chiusa
la
riunione
del
Collegio
di
Conciliazione
tenutasi
il
29
marzo
2002,
occorre
fare
un
necessario
riferimento
ai
documenti
in
cui
sono espresse le posizioni delle parti:
1-
la
sanzione
disciplinare
della
multa
pari
a
quattro
ore
di
retribuzione
comminatami
in
data
27
novembre
2001
dal
Dirigente
dell’Ufficio dei procedimenti disciplinari, avv. Mario Carlino;
2-
il
ricorso
avverso
tale
provvedimento
da
me
prodotto
in
data
16
dicembre 2001 per impugnazione.
Quest due atti sono già stati esaminati nel capitolo 14° alle pagine:
https://www.sansevero.it/ss014/sanzione1.htm
e
https://www.sansevero.it/ss014/impugnazione1.htm
dove
è
possibile
leggere
il
relativo
commento
che
in
qualche
modo
li
riassume,
o
richiamare
i
due
testi
in
argomento,
tenendoli
aperti
in
un’altra
finestra
qualora
si
volesse
confrontarli
con
quello
del
verbale
in questa pagina.
Sarà
di
qualche
interesse
notare
che
il
Collegio
ha
accolto
tutte
le
motivazioni
della
mia
opposizione
non
confermando
il
provvedimento
disciplinare
di
4
ore
di
multa
che,
per
non
infierire
sulla
amministrazione
comunale,
ha
voluto
commutare
in
un
anodino
‘rimprovero scritto’.
VERBALI
(tra Conciliazione e Procura)
Il
4
aprile
2002
il
sostituto
Procuratore
della
Repubblica,
D.ssa
Maria
Teresa
Orlando,
ha
sentito
la
necessità
di
richiamare
ancora
una
volta
Carolina Tricarico, questa volta convocandola a Foggia.
Su
tale
verbale
avrei
troppe
cose
da
dire
ma
voglio
limitarmi
solo
al
punto
dove
è
affermato
che
nella
riunione
dei
dirigenti
nel
mese
di
maggio
(pag.2,
rigo
4)
‘
si
è
commentato
il
comportamento
anomalo
del
MACCHIAROLA
’.
Mi
pare
strano
che
la
Tricarico
definisca
«anomalo»
il
comportamento
di
un
dipendente
di
sesto
livello
per
aver
inviato
il
5
maggio
del
2001
una
lettera
indirizzata
a
tutti
i
dirigenti
per
rimproverarli
della
loro
massima
incuria
e
della
mancata
presa
di
coscienza
dei
problemi
amministrativi,
richiamandoli
alle
loro
responsabilità.
Sembrerebbe,
invece,
e
di
converso,
del
tutto
normale
che
dei
dirigenti,
non
sapendo
riconoscerle
e
non
avendo
la
cultura
per
rispondere
per
iscritto,
non
trovino
altra
alternativa
che
organizzare,
da
congiurati,
la
‘cattura’
dell’«anomalo»
utilizzando
lei
stessa
come
‘‘esca’’;
ruolo
a
cui
lei
si
è
rifiuta
solo
‘‘
per
non
essere
coinvolta
in
una
faccenda
che
non
conoscevo
’’,
come
afferma
alla
fine
della
stessa
pagina.
Tutto
questo
-
trascorso
un
anno
-
senza
alcuna
resipiscenza
da
parte sua.
Se
poi
andassi
per
il
sottile,
avrei
da
aggiungere
che
mi
è
bastato
il
ginnasio
per
non
aver
mai
avuto
occasione
di
chiedere
l’altrui
parere
per
scrivere
i
miei
‘documenti’;
e
‘MAI’
è
estremamente
distante
da
‘spesso’.
Ma
certo
che
sono
quisquillie!
Ma
se
nessuno
ci
bada,
diventano
‘‘anomalie’’
che
il
sostituto
Pubblico
Ministero
sottolinea
due
volte
per
evidenziarle!
Nella
medesima
giornata
del
4
aprile
2002,
il
sostituto
Procuratore
della
Repubblica,
D.ssa
Maria
Teresa
Orlando,
disponeva
la
estensione
delle
indagini
per
audire
altri
testimoni,
dandone
mandato
alla
Stazione dei Carabinieri di San Severo
LA PROCURA
DELLA REPUBBLICA
(4 aprile 2002)